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L'intervista

Sciogliete il Consorzio Sociale! Se non ci credete più...

La provocazione di Mario Corsato di Cavagnolo, ex presidente dell'assemblea dei sindaci del Ciss, vedendo le polemiche, il fuggi-fuggi, le nuove nomine nell'ente

Poveri

Il Ciss è il Consorzio che si occupa dei Servizi Socio-Assistenziali nel chivassese

"Oggi il Comune di Chivasso ha in mano il presidente del Consiglio di amministrazione e il direttore generale del Ciss: praticamente l’intero governo del Consorzio. Una cosa così, ai miei tempi, non sarebbe stata possibile".

Seduto al tavolino del bar, "La Voce" della scorsa settimana sotto braccio, l’ex primo cittadino di Cavagnolo Mario Corsato, già presidente dell’assemblea dei sindaci del Ciss dal 2012 al 2015, è un fiume in piena. 

Mario Corsato ex sindaco di Cavagnolo

A leggere le notizie che riguardano il Consorzio Intercomunale dei Servizi Socio-assistenziali a Corsato, politico e amministratore di lungo corso, è venuto il magone. 

Facciamo un passo indietro.

Da qualche mese a questa parte il Ciss è nell’occhio del ciclone.  

Da quando ha assunto la presidenza del cda del Consorzio il medico Antonio Barillà, il Ciss sembra diventato un “Grand Hotel” dove c’è chi viene e chi va.

La prima ad andarsene è stato il direttore Bruna Marino, che ha raggiunto l’età della pensione lo scorso maggio. Quindi sono arrivate le dimissioni di Giulia Andries dal cda, la meteora in quota Lega. 

E’ cambiato il direttore dell’assemblea dei sindaci, con il sansebastianese Beppe Bava sostituito dal verolenghese Luigi Borasio

E’ stata nominata direttore generale Graziella Benvenuti di Caluso, sostituita proprio in questi giorni da Roberta Colavitto dirigente del Comune di Chivasso, e a fine dello scorso anno sono giunte le dimissioni del segretario consortile Anna Anobile

Per non dire di chi avrebbe già un piede fuori dall’uscio del “Grand Hotel”, come la consigliera Livia Scuncio.

Insomma, un gran via vai dove le politiche sociali sembrano essere finite in secondo piano rispetto alle mere questioni finanziarie e agli scontri tra sindaci di partiti diversi ma anche dello stesso partito ma di correnti differenti (vedasi la lite sul presunto danno erariale che Barillà e compagnia hanno invocato e fatto scrivere nero su bianco in una delibera del consiglio di amministrazione a proposito della passata gestione dell’ente, contestata dai sindaci della collina, ndr).

Ma torniamo a bomba.

Mario Corsato: tu, l’allora sindaco Francesco Lacelli e l’assessore alle Politiche Sociali Paola Palumbo avete scritto e pubblicato lo Statuto del Ciss, il 26 settembre 1996. La mission del Consorzio dovrebbe essere sempre la stessa. E’ così?

In teoria, sì. All’epoca noi avevamo cercato di dare un’impronta al Consorzio dove tutti dovevano avere pari dignità e pari contribuzione. Fino a quel momento lì i servizi sociali erano in capo alle vecchie Usl, quindi vennero conferiti per legge ai Comuni che potevano gestirli da soli oppure in forme consorziate. Nacquero così i Consorzi dei Servizi Socio-Assistenziali Oggi sentire l’assessore alle Politiche Sociali di Chivasso che dice che il suo Comune non dovrebbe stare nel Ciss, bè mi fa sorridere...

Perché?

Uno perché non è la singola amministrazione che decide. Due perché Chivasso oggi ha operato in modo da avere il controllo su tutto il Consorzio.

Dicono che versano una quota superiore a tutti gli altri Comuni, no?

Ogni Comune, da statuto, versa 31 euro per abitante. Se Chivasso ha 30 mila abitanti e Cavagnolo poco più di 2 mila, è normale che versi di più no? La proporzione però è corretta. Mi riferisco ad altro.

Cioè?

Prima che entrasse in vigore l’ultima modifica dello statuto, il cda era composto da tre membri: il presidente lo nominava Chivasso, i due consiglieri erano uno di area di centrodestra e l’altro di area di centrosinistra. Con l’allargamento a cinque consiglieri, sono cambiati gli equilibri e anche il potere della città che sceglie il presidente del cda. Nella divisione tra i comuni, Chivasso impera. La dimostrazione è nella scelta del direttore generale del Consorzio: la nomina di solito avveniva con bando pubblico oppure in forma diretta con decisione condivisa dall’assemblea dei sindaci. Con la nomina di Colavitto, un’ottima dirigente ma che ha una formazione finanziaria più che sociale, si è spostata l’asticella del peso politico dei comuni in favore di Chivasso e pure il focus sulle competenze. Il consorzio non ha bisogno di una figura, seppur di altro profilo, finanziara: avrebbe bisogno di una dirigente con esperienze nel sociale, che oggi non c’è. Aggiungo: con la nomina di Colavitto è stata praticamente commissariata la dottoressa Cena, che è la responsabile finanziaria del Consorzio.

Insomma Corsato, è cambiata la mission del Consorzio?

Questo non lo so. So però che tante cose si sono spostate. Faccio un esempio. 

Le entrate del Consorzio derivano da contributi vari: tra questi quella dell’Asl e quella dei Comuni. Se una quota consistente nel Consorzio la mette l’Asl, mi chiedo se sia opportuno avere un presidente del cda medico e dipendente Asl e un presidente dell’Assemblea dei sindaci che è medico e dipendente Asl pure lui...

Però Chivasso, almeno così ha dichiarato pubblicamente l’assessore alle Politiche Sociali Tiziana Siragusa, vorebbe chiamarsi fuori dal Consorzio....

Ripeto, sono dichiarazioni che non stanno nè in cielo nè in terra. Purtroppo  però devo notare che c’è un generale disinteresse da parte dei sindaci verso il Ciss. Finché sono stato presidente dell’assemblea avevamo iniziato un percorso nuovo in cui il presidente dell’assemblea dei sindaci poteva partecipare, in qualità di uditore, alle riunioni del cda. Si era avviato un progetto per fare delle economie tra il nostro Consorzio e il Cisa di Gassino e San Mauro, economie che avrebbero potuto portare all’unificazione dei due Consorzi e permettere di avere maggiori risorse da investire nel sociale. Purtroppo credo che si sia fermato tutto. Penso che molti sindaci non credano più nelle finalità del Ciss.

Forse sei un po’ troppo pessimista.

Non credo. Basta vedere come nel Comune dove vivo, Cavagnolo, si sono spesi i fondi aggiuntivi che il Governo Draghi aveva messo a disposizione dei Comuni sul capitolo del sociale. L’amministrazione cavagnolese, ma credo anche tutte quelle del territorio, non ha minimamente interpellato il Ciss su come spendere queste risorse. Ha dato semplicemente due buoni spesa, da 10 euro l’uno, a tutti i pensionati sopra i settant’anni. Unico requisito per averne diritto, essere residenti in paese. E’ così che si fanno le politiche sociali? Non credo. C’è chi ha pensioni alte e ha ricevuto 20 euro e chi la minima ed ha ricevuto comunque 20 euro.  Al di là della disparità di trattamento, forse sarebbe stato più giusto pensare ad altre categorie di persone che in questo momento stanno vivendo difficoltà a causa degli aumenti delle spese per la luce e il riscaldamento. Certo è che sarebbe stato corretto operare tramite il Ciss, invece mi pare che in questa situazione sia proprio mancata la fiducia nel Consorzio dei Servizi Socio-assistenziali di Chivasso.

Quindi, l’approccio della politica oggi al Ciss è tutto sbagliato?

Dico solo che se i sindaci non ci credono più, nel Ciss, tanto vale che lo sciolgano. 

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