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Chivasso
22 Novembre 2022 - 07:27
Vilma Avanzato ritira il premio Memorial Pietro Gatti ad Albiate, premiata col racconto “Ti avrei chiamata Agnese”, storia agrodolce sull’identità di genere, questione molto spinosa negli anni ‘50
Scrivere! scrivere! scrivere! Questa è l’indicazione che viene data anche dagli autori affermati a chi si propone di provare a scrivere anche per gli altri, oltre che per se stesso. E così ha fatto Vilma Avanzato, 54 anni, insegnante di italiano presso la scuola primaria di Castelrosso, la popolosa frazione di Chivasso con numero di abitanti superiore a quasi tutti i comuni della collina chivassese. Ma tant’è, così vanno le cose.
Dunque, Vilma ha iniziato a scrivere i suoi racconti fin dalla giovane età, stimolata a proseguire dal suo insegnante delle scuole superiori, accanita lettrice di libri su cui evidentemente si è formata con il proprio stile e la propria inventiva. Scrive racconti ma non solo di fantasia, anche legati alle problematiche sociali.
Ad esempio “Ti avrei chiamata Agnese” , primo classificato nel concorso “Raccontiamo Fiuggi ed. 2022”, ma 1° anche al concorso “Carlo Bo” di Sestri levante e 2° classificato nel concorso internazionale “Montefiore 2022”, racconta la storia di una trans ed è ambientato a Chivasso.
In questi ultimi anni, escluso il periodo del covid, ha avuto la costanza di presentare i suoi racconti alle varie giurie dei vari concorsi a cui ha partecipato, ottenendo in tutto ben 26 riconoscimenti, quasi sempre nei primi 3 posti o con menzione speciale. “Mi piace scrivere racconti, che siano legati al territorio, ma anche che partano da situazioni reali, come “Il goniometro da lavagna”, ambientato ai tempi del terrorismo”.
Questa è l’ultimo scritto di Vilma, che ha ottenuto il 3° posto nel concorso “Pagine di territorio” del comune di Livorno Ferraris, presso cui sabato scorso si è recata a ritirare il premio. “Scrivo per invitare alla lettura, per avvicinare le altre persone ai libri, ai racconti, a cominciare dai miei ragazzi. Ho anche un romanzo nel cassetto, ma aspetto che maturi ancora un po. Scrivere è una passione da sempre”.
Italia paese di santi poeti e marinai, escludendo santi e marinai rimane la poesia, il racconto, il romanzo. Non è così banale. E’ difficile, l’arte dello scrivere. Difficile da scrivere e difficile da spiegare. Perché ad un certo punto germogliano come le spighe d’estate quelle parole che nella testa sono confuse, ma nella penna o nella tastiera del computer diventano parole di sogno, portano a mondi lontani, o vicini, in fondo assumono vita propria, e’ una specie di magia, tra l’altro ogni composizione ha vita a sè, ed è praticamente non riformabile, una volta venuta alla luce. E’ l’intelligenza dell’essere umano che a volte si esprime in piena libertà.
L’esempio di Vilma Avanzato, con il suo costante impegno, è lì a dimostrare che scrivere fa bene, a se stessi ed agli altri.: “Scrivo una realtà parallela, e chissà, come sarebbe andata, se.. Ed è importante leggere, aiuta molto nella crescita e nella evoluzione personale. Perchè è una strada virtuosa...”
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