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Oltrepo

Che fine hanno fatto le piste ciclabili in collina?

A Brusasco la minoranza solleva un'interrogazione che interessa tutto il territorio, fino a Chivasso

pista ciclabile

Una foto d'archivio di una pista ciclabile

Pista ciclabile sì? O pista ciclabile no? E se sì, quale?

È più o meno quello che i consiglieri comunali di Per Brusasco e Marcorengo si stanno chiedendo. Lo scorso 28 ottobre Anna Marolo, Carlo Giacometto e Daniele Testore hanno inoltrato al sindaco Bosso un’interrogazione al riguardo.

Anna Marolo, capogruppo di opposizione

Tra i progetti più significativi e conosciuti dall’opinione pubblica, ve ne sono almeno quattro – scrivono i tre consiglieri d’opposizione -, e cioè la ciclovia “VEN.TO”, lungo la sponda sinistra del Po da Torino a Venezia; la ciclovia “Via del Monviso-Ciclovia dalle sorgenti del Po alla Rocca di Verrua Savoia”, lungo la sponda destra del Po; la ciclovia lungo il “Canale Gazzelli”, da Chivasso a Crescentino; infine il progetto denominato “Un bicigrill in muratura lungo la Ferrovia Chivasso – Asti. Il ruolo della costruzione tra progetto e territorio” ad opera del Corso di Laurea Magistrale “Costruzione Architettura Città di Torino” del Politecnico di Torino”.

Per ognuno di questi progetti la minoranza chiede dunque lumi riguardo soggetti attuatori, finanziamenti, tempistiche di realizzazione, manutenzione e costi.

Che fine ha fatto la pista ciclabile del Gazzelli?

In particolare, ricordiamo il progetto presentato tre anni fa dai comuni della collina chivassese in collaborazione col Dipartimento di Design e Architettura del Politecnico di Torino. L’idea era, e rimane, quella di costruire una ciclovia lungo il canale Gazzelli, che si possa connettere alle piste ciclabili presenti sul territorio.

Il comune capofila era inizialmente Chivasso, seguito da Brozolo, Brusasco, Castagneto Po, Cavagnolo, Lauriano, Monteu da Po, San Sebastiano da Po e Verrua Savoia. In un secondo momento il comune di Chivasso si è ritirato, cedendo il ruolo di capofila a Castagneto Po.

Nel 2019 è stato realizzato lo studio di fattibilità e il progetto ha partecipato al bando  Next Generation Eu. Poi, se ne sono perse le tracce. O, meglio,  sarebbe stato modificato per accedere ad una nuova tranche di finanziamenti. Chissà.

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