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Amazon, “Davvero si vuol far credere che il sito di Torrazza sia solo un deposito?”

Amazon, “Davvero si vuol far credere che il sito di Torrazza sia solo un deposito?”. Arriva il "no" alla “webtax” per difendere il piccolo commercio. Ieri, in Consiglio regionale, s’è discusso dell’aumento dell’imposta sulle attività produttive ad Amazon, richiesto dalle opposizioni.

Se ne è discusso, ma invano: la maggioranza ha bocciato la proposta di disegno di legge per iniziare almeno l’imposta regionale sulle attività produttive.

Marco Grimaldi

Davvero si vuol far credere che il sito di Torrazza sia solo un deposito?”, inforca Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali, primo firmatario della proposta, sostenuta anche da Pd e M5S, bocciata.

Di fatto Amazon fa 4,8 miliardi di euro di utili solo in Italia, eppure dichiara un valore di produzione di poco più di 18 milioni, che consente al colosso di pagare solo 710.352 euro di Irap e solo in Lombardia. Amazon non versa nulla al Piemonte perché il centro di Torrazza e tutti gli altri sono considerati “depositi” ovvero unicamente magazzini che non sviluppano produzione”. Spero che le autorità competenti facciano le giuste verifiche”, attacca il capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, primo firmatario della proposta di legge bocciata in Aula.

L'assessore regionale Andrea Tronzano

“L’aumento dell'Irap, così come proposto, colpirebbe anche altre aziende e non avrebbe le caratteristiche di equità. Il problema della webtax va trattato in Europa, non qui”, è la replica dell’assessore al Bilancio Andrea Tronzano.

Il dibattito s’è concluso con Grimaldi che ha chiesto che vi siano comunque “accertamenti da parte degli uffici e, se necessario, della Procura e della Guardia di finanza”.

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