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04 Gennaio 2022 - 11:41
Nella mattinata del 24 dicembre scorso, nella sala consiliare del Comune di Mazzè si è tenuta una breve ma intensa cerimonia per ricordare Danila Panetto, scomparsa qualche giorno prima dopo anni di sofferenza. L’iniziativa è stata presa dal sindaco di Mazzè Marco Formia ed ha avuto il plauso convinto sia delle associazioni presso cui Danila svolgeva attività di volontariato, ma soprattutto da parte dei cittadini di Mazzè che in tantissimi la conoscevano e la stimavano.
Chi era Danila? Si potrebbe davvero dire nel suo caso che abbia avuto diverse vite, fino alla fine degli anni 90 imprenditrice di successo assieme al marito Federico (scomparso prematuramente) con l’azienda Mistral, fornitori qualificati di consumabili per la Bull di Caluso sino a che il colosso informatico iniziò un lento e progressivo fallimento industriale.
Dai primi anni duemila sino a che la malattia lo permise è stata la referente mazzediese del patronato Spi-Cgil di Caluso e poi la segretaria dell’Associazione assistenziale mazzediese L’Ancora. Questo per la pura notizia anagrafica. E’ mancata poco più che sessantenne dopo una decina di anni passati a combattere un male che non perdona ed anche quando ormai la sofferenza la distruggeva è stata presente al suo tavolo da lavoro, fino a poco più di un anno fa.
Si sa però che un lavoro, qualsiasi lavoro lo si può fare in modi diversi, soprattutto lo si può fare con impegno costante e serietà come lo svolgeva lei, senza perdere il sorriso e spiegando magari in dialetto piemontese ai meno giovani che si recavano nel suo ufficio come risolvere al meglio le scartoffie.
Era persona schiva che non voleva apparire ed ha voluto che la sua dipartita avvenisse senza pubblicità, ma ricordarla era doveroso. Ecco quindi che sabato dopo il saluto del sindaco hanno preso la parola Lilia Mattea, presidentessa dell’Associazione Ancora, il funzionario della Cgil eporediese Giovanni Ambrosio, il funzionario dello Spi di Caluso Germano Dario che oltre a ricordarla personalmente ha letto una commovente lettera della segretaria dello Spi Calusiese Agnese Actis Perinetto. Sono intervenuti anche altri cittadini ed alla fine Ernesto Zambotti ha concluso con questa frase “Quando una persona muore, è come se bruciasse una intera biblioteca.”
Danila lascia il figlio Loris, il fratello Serse e l’amatissima mamma Gina Ceresa , vera e propria icona mazzediese per il suo altruismo e disponibilità verso gli altri anche in tempi difficili, oltre a diversi nipoti.
Giuseppe Mila
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