Giovedì 2 dicembre, a Roma, si è svolta la cerimonia di premiazione della rete “Bollini Rosa” per il biennio 2022-2023, formata da 354 ospedali italiani che si sono distinti per la loro offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie che riguardano l’universo femminile, ma anche quelle che riguardano trasversalmente uomini e donne in ottica di genere. Tra le strutture premiate dalla Fondazione Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere), come già per i bienni precedenti, a partire dal 2014-2015, rientrano gli Ospedali di Chivasso, di Ciriè e di Ivrea. Le specialità dell’ASL TO4 partecipanti alla candidatura sono state la Breast Unit, l’unità di senologia che è parte integrante e attiva della Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta, e le strutture di Ostetricia e Ginecologia.
Nel sito www.bollinirosa.it dal 10 gennaio 2022 sarà possibile consultare le schede con le informazioni sui servizi degli ospedali premiati, suddivisi per Regione, con l’elenco dei servizi valutati.
La valutazione delle strutture ospedaliere e l’assegnazione dei Bollini Rosa è avvenuta tramite un questionario di candidatura composto da oltre 400 domande, suddivise in 15 aree specialistiche più una sezione dedicata alla gestione dei casi di violenza sulle donne e sugli operatori sanitari. Un’apposita commissione multidisciplinare, presieduta da Walter Ricciardi, Professore di Igiene e Sanità Pubblica, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ha validato i bollini conseguiti dagli ospedali (zero, uno, due o tre) a seguito del calcolo del punteggio totale ottenuto nella candidatura, tenendo in considerazione anche gli elementi qualitativi di particolare rilevanza non valutati tramite il questionario (servizi e percorsi speciali, iniziative e progetti particolari). Tre i criteri di valutazione tenuti in considerazione, la presenza di: specialità cliniche che trattano problematiche di salute tipicamente femminili e trasversali ai due generi che necessitano di percorsi differenziati, tipologia e appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici e servizi clinico-assistenziali in ottica multidisciplinare gender-oriented, l’offerta di servizi relativi all’accoglienza delle utenti alla degenzadella donna a supporto dei percorsi diagnostico-terapeutici (volontari, mediazione culturale e assistenza sociale) e infine il livello di preparazione dell’ospedale per la gestione di vittime di violenza fisica e verbale.
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