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DRUENTO. Tori della Camargue in fuga: spunta l'ipotesi abbattimento

DRUENTO. Tori della Camargue in fuga: spunta l'ipotesi abbattimento

I tori in fuga sono di razza Camargue

DRUENTO. Tori della Camargue in fuga: spunta l'ipotesi abbattimento. Nuovo vertice in Prefettura a Torino per discutere del caso dei tre tori della Camargue in fuga dal maneggio San Lorenzo di San Gillio.
Questa mattina, mercoledì 26 maggio, il prefetto Claudio Palomba riceverà i sindaci di Druento, San Gillio e La Cassa, insieme al capitano dei carabinieri di Venaria Silvio Cau, i comandanti delle polizie locali, i rappresentanti della Protezione Civile e i guardiaparco della Mandria.
Oggetto dell'incontro le difficoltà nel rintracciare e catturare tre dei cinque tori della Camargue - uno è stato catturato, l'altro investito - che da settimane rappresentano un pericolo per chi si trova a passare nei tre Comuni della cintura torinese.
I tori si stanno spostando nelle campagne della zona di pre-parco, trovando rifugio nella boscaglia e riuscendo, sinora, a non farsi catturare.
Decine di volontari hanno già provato a mettersi sulle loro tracce, ma invano. Ecco perché dall'incontro di stamane potrebbe essere presa in considerazione l'ipotesi di abbatterli.

Le ricerche durano da giorni

E’ stato un fine settimana piuttosto intenso, tra Druento, San Gillio e La Cassa per provare a trovare, bloccare, sedare e riportare nel cascinale San Lorenzo di San Gillio i cinque tori della Camargue – che sono utilizzati per allenare dei cavalli e, allo stesso tempo, sono anche da rodeo – scappati una settimana e mezzo fa. Un esemplare è morto nella notte tra sabato e domenica, ucciso da un’Alfa Gt condotta da un giovane di La Cassa, che ha distrutto l’auto dopo l’impatto: per fortuna è vivo anche se sotto shock. Di qui la decisione di indire una nuova riunione con Prefetto e Città Metropolitana e che ha portato  alla chiusura delle provinciali che costeggiano il famoso “trivio” di San Gillio per dare avvio ad una battuta nel tardo pomeriggio di domenica 23 maggio. L’area è stata chiusa al traffico nel volgere di un’ora, tra le 17.30 e le 18.30. Con un grande dispiegamento di forze: polizia locale, protezione civile di Druento, volontari forestali, carabinieri. A dirigere il tutto il sindaco di San Gillio, Gian Carlo Balbo, e il collega druentino, Carlo Vietti. Ore e ore di attesa per provare a braccarne uno degli altri quattro rimasti, che si erano posizionati fuori dal muro di cinta del parco La Mandria, nell’area della Bizzarria, tra Druento e San Gillio. Ma, essendo addestrati alla fuga, non è stato facile attirarli né catturarli. Neanche posizionando fieno o delle mucche in calore, piuttosto che dei cavalli. All’improvviso, però, sono stati individuati ed è iniziata la lunga “lotta” per portarli in una zona cieca, per catturarli in sicurezza. Alla fine, solamente un esemplare è stato trovato e sedato, così da riportarlo nel ranch.
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