“Bosio” in lutto per Giuseppe Ingarra
Lutto al Centro Bosio, dove i tanti frequentatori dello chalet piangono la scomparsa di Giuseppe Ingarra. Pensionato Farmitalia, sabato 24 maggio si è spento all'età di 62 anni a causa di un male incurabile che non gli ha lasciato scampo. Lascia la moglie Rita e le figlie Francesca e Stefania, oltre agli amatissimi nipoti Gabriele e Cristian.
"Fino all'ultimo è sempre stato presente - ricorda Rocco Garziano, presidente della struttura di via Galielo Ferraris - e non ha mai fatto mancare la sua consueta disponibilità, la serenità e la predisposizione al dialogo che lo aveva fatto diventare una figura importante per l'armonia di tutto il nostro gruppo".
Dopo aver frequentato l'area per un paio d'anni, Giuseppe Ingarra, meglio conosciuto come Pino, era infatti diventato membro del direttivo del "Bosio" in occasione delle ultime consultazioni. Un ruolo, questo, che ha interpretato nel migliore dei modi, cercando di limare ogni attrito attraverso il suo carattere aperto e pacifico. Anche per questo allo chalet tutti lo ricordano innanzitutto come una brava persona.
"Ci mancherà e non possiamo che ricordarlo con affetto - prosegue ancora Rocco Garziano - non solo per le qualità umane dimostrate in questi anni, ma piuttosto per la capacità di non cambiare di una virgola nonostante la brutta malattia che lo aveva colpito. E' sempre stato presente e disponibile come se nulla fosse. Stava vivendo un momento molto difficile, eppure ha continuato a svolgere il suo compito con la consueta serenità, senza mai perdere le staffe".
Pino Ingarra era originario di Salemi, in provincia di Palermo, da dove era partito anni fa per approdare a Settimo. In città lo ricordano in tanti, non solo per la sua lunga militanza in Farmitalia e per il suo ruolo presso lo chalet del Bosio, ma anche perché da anni era entrato a far parte del comitato della parrocchia San Giuseppe.
L'ultimo abbraccio gli è stato tributato martedì scorso nella chiesa di San Pietro in Vincoli e per l'occasione lo chalet è rimasto chiuso diverse ore in segno di lutto. "Il minimo che potessimo fare - conclude Rocco Garziano -. Un momento di riflessione per onorare la memoria di un amico e di un componente del gruppo. Siamo vicini alla famiglia in questo momento molto triste".
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