Incertezza e apprensione tornano ad aleggiare attorno all’Universal, la storica fabbrica settimese di pennarelli, titolare del noto marchio Carioca. L’ingresso della nuova proprietà all’interno di uno dei pilastri del distretto settimese degli articoli per la scrittura (dato per imminente) sembra invece abbia subito un’inattesa frenata.
Il primo passo del nuovo corso avrebbe dovuto concretizzarsi proprio in questi giorni attraverso un affitto d’azienda, per poi tramutarsi nei prossimi mesi in un acquisto vero e proprio. Ma ad oggi tutto è stato congelato.
Circa un mese fa era emersa la volontà dell’Universal di ricercare nuovi investitori e variare così il suo assetto societario. Una scelta dettata da un trend negativo generato dalla prolungata crisi economica, tale da portare ad una considerevole flessione di ordini, volumi di produzione e, conseguentemente, del fatturato. Per questo la proprietà si è convinta a ricercare un partner esterno in grado di sostenerla e accompagnarla nel percorso di risalita attraverso l’ingresso di nuove risorse. Si era quindi parlato di un’iniziale quanto necessaria fase transitoria, della durata di circa 18 mesi. Di ammortizzatori sociali e, soprattutto, della garanzia di una continuità aziendale sulla base di un nuovo piano industriale e finanziario, con il gruppo di imprenditori interessato all’ingresso orientato a proseguire la produzione e garantire così gli ordini attualmente in essere.
Al di là delle comprensibili preoccupazioni tipiche di ogni “rivoluzione” aziendale, si era quindi fatto largo uno spiraglio di speranza tra i dipendenti, offuscato però dalla brusca frenata degli ultimi giorni. Anche per questo il campanello d’allarme continua a suonare incessantemente tra i lavoratori. Resta comunque da registrare che in questo momento solo una minima parte del personale è in cassa integrazione straordinaria, mentre la maggioranza sta lavorando. Anche se con fatica, l’Universal sta infatti cercando di soddisfare le richieste dei clienti, che sono parecchi, e di tutti quei soggetti che continuano a credere nell’azienda e nella sua elevata professionalità. Dopo gli annunci delle scorse settimane, si è però fatto largo un momento di stasi, caratterizzato da qualche ritardo nei pagamenti e da una preoccupazione collettiva che ogni giorno si fa sempre più allarmante. Oltre che, nella mattinata di martedì, da qualche attimo di tensione, poi subito rientrato, davanti ai cancelli dell’azienda.
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