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SETTIMO TORINESE. Siva, primo passo verso la rinascita

SETTIMO TORINESE. Siva, primo passo verso la rinascita
Venerdì 16 maggio, la Siva è ufficialmente tornata a vivere. La palazzina uffici della fabbrica in cui lavorò come chimico Primo Levi, è stata rimessa a nuovo e si candida a diventare un polo culturale attorno al quale far ruotare una lunga serie di attività. Inserito in un più ampio piano di riqualificazione e rinnovamento urbanistico che, tra le altre cose, prevede la creazione di nuovi edifici, aree verdi, spazi pubblici e servizi di varia natura, lo stabilimento di via Leinì è stato ristrutturato e reinventato per diventare un centro della memoria e dell'impegno. Sottratto al degrado e assegnato in comodato d'uso all'associazione Terra del Fuoco, sarà anche la sede e la casa del Treno della Memoria, oltre a uno spazio per organizzare eventi, mostre e concerti. Di concerto con un'area espositiva dedicata alla figura di Primo Levi, ospiterà anche un punto di ristoro e, più in generale, si proporrà di diventare punto di riferimento per l'aggregazione territoriale dei giovani e un laboratorio permanente di riflessione che, partendo dalla memoria del passato e dall'analisi del presente, promuova strumenti di cittadinanza attiva. Venerdì scorso, in occasione della riapertura della palazzina, sono state presentate la mostra del Museo di Auschwitz e la rassegna fotografica “Rinascita” realizzata da Paolo Gobbo e Augusto Bertini. Due rappresentazioni che hanno dato vita ad un percorso ideale tra la memoria dell'orrore dell'olocausto e l'impegno dei nostri giorni finalizzato creare percorsi di impegno sociale. Sabato mattina i locali sono stati aperti al pubblico per una visita libera delle esposizione e degli spazi rivisitati, mentre al pomeriggio i ragazzi dei territori di Settimo e Chivasso presenteranno l'esperienza vissuta con il Treno della Memoria. Domenica, infine, la tre giorni inaugurale si concluderà con una lettura di alcuni testi di Primo Levi e una tavola rotonda sul tema della memoria e dell'impegno per una cittadinanza attiva, seguita nel pomeriggio dai altri racconti dei partecipanti al Treno della Memoria del 2014.
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