Gabriele Bellotto, coordinatore di Fratelli D'Italia a Settimo, davanti alla sede dell'assessorato alla Sanità dove ha incontrato Icardi
La settimana scorsa abbiamo ospitato, nella nostra versione online, un articolo di Giulio Pascali, noto architetto settimese, che criticava il progetto di Laguna Verde dell’ex sindaco Aldo Corgiat. A fare da scudiero a Corgiat non ci ha pensato la sinistra ma la destra con il coordinatore di Fratelli D’Italia, Gabriele Bellotto, che ha spiegato che la Piastra, prima di modificare Laguna Verde, avrebbe dovuto chiedere a Corgiat.
“Ho letto su “La Voce” - commenta Bellotto - un articolo a firma Giulio Pascali, un articolo molto interessante una parte iniziale dove ci fa una cronostoria della sua vita scandita nel tempo con eventi storici di una certa importanza a dimostrare che tutto è mutevole e nulla è fisso (Eraclito), infatti, afferma che tutto scorre (panta rei) che tutto è in perenne movimento, e la staticità è morte.Poi passa alla parte politica è qui a mio avviso si va un filino oltre, a parte il denigrare una parte del centrodestra settimese con allusioni alla cacca canina si va a inserire in un discorso che la settimana scorsa ha avuto come protagonista l’ex sindaco “il Corgiat” da lui così definito, propedeutico non alla sua scesa in campo. Io a differenza sua ero presente, si è trattato di una reazione di buon senso da parte di una persona che volente o nolente a Settimo ha fatto storia. Una storia per certi versi spregiudicata, questo va detto, e anche condannata ma pur sempre storia è. La storia va ascoltata e compresa perché alcuni errori non si devono rifare”. E qui Bellotto si sofferma sui soldi spesi dalla Patrimonio (società partecipata al 100% dal Comune) per “riprogettare” Laguna Verde, circa 70 mila euro.“Pagare due società - prosegue Bellotto - per fare un resoconto o meglio un sunto della Storia Settimese andando a fare copia e incolla, perché non si voleva parlare con chi queste scelte le ha fatte, fortuna vuole che è ancora in vita per poterle raccontare e giustificare, credo sia alquanto strano.Il segretario di Articolo Uno Sergio Bisacca non mi sembra che abbia mai detto che il progetto non si doveva in alcun modo toccare, si tratta di un lascito suo e del suo compagno di partito Aldo Corgiat alla posterità, ha semplicemente detto che quello era un progetto ambizioso, forse troppo, chissà, un progetto volto a creare qualcosa di innovativo un traino per la città, un qualcosa di bello che avrebbe portato a Settimo nuovi cittadini contenti di investire in un sogno tipo quello milanese”.
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