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SETTIMO TORINESE. Corgiat: “Il progetto Laguna Verde svuotato dalla Piastra”

SETTIMO TORINESE. Corgiat: “Il progetto Laguna Verde svuotato dalla Piastra”
Il pubblico intervenuto alla "lezione" di Corgiat
  Buona parte della maggioranza e degli assessori hanno il vuoto in testa”. Non usa mezzi termini l’ex sindaco, Aldo Corgiat, durante il primo appuntamento organizzato dalla civica Insieme per Settimo.  È iniziato, quindi, il percorso, organizzato con la civica Insieme per Settimo, in vista delle elezioni amministrative del 2024. Si parte con una serie di convegni, conferenze, nei quali Corgiat parlerà della storia di Settimo, la prima ha visto al centro della discussione l’area e il progetto di Laguna Verde. Al centro del dibattito c’è uno dei più grandi progetti di riqualificazione urbana (datato 2008 con Corgiat sindaco) oggi esistenti in Italia, sia per i volumi interessati ma sia soprattutto per il livello qualitativo e concettuale del progetto. Si tratta di una superficie di circa 850.000 m² lungo l’asse di via Torino. Una parte di questi territori è di proprietà di Patrimonio, Società partecipata al 100% dal Comune di Settimo.  “Ci avevano dato per morti - commenta l’ex sindaco, oggi Presidente della civica, Fabrizio Puppo - e siamo qui con oltre 50 iscritti. Chi non conosce il passato può fare poco e chi governa mi pare conosca poco il passato, noi dobbiamo prepararci per essere forza di governo nel 2024. Settimo è una delle città maggiormente cambiate, frutto di continuità amministrativa che c’è sempre stata, frutto dei sindaci come Ossola e Corgiat che avevano una visione chiara della città. Questo si è tradotto attraverso varianti di piano regolatore. Questa amministrazione ha fatto una variante Corgiat ne fece 12 nei suoi anni. Per quanto riguarda Laguna Verde, noi l’abbiamo iniziata a realizzare concretamente, il primo tassello era l’outlet del lusso. Un intervento commerciale ma di qualità elevatissima. Avevamo iniziato a gettare le basi anche per un albergo ma poi ci sono state le elezioni”. Più duro, poi, l’intervento di Corgiat che torna di nuovo su uno dei suoi “ritornelli” degli ultimi mesi: la cancellazione della memoria da parte dell’attuale amministrazione. “È indispensabile - spiega - in questa città resistere ad una azione in corso di annullamento del passato. Si può essere d’accordo o no con il passato ma non annullarlo. C’è un fondamentalismo di maniera che vuole chiudere con il passato, questo, però, vuol dire fare il doppio di fatica per ricostruirlo. Dietro questo atteggiamento, probabilmente, c’è della pigrizia culturale ma a volte si celano anche interessi. È comodo dare incarichi ad una ditta che viene da Napoli la quale spiega cosa è successo a Settimo nel 2006, quando iniziarono i ragionamenti su Laguna Verde”. Sui due incarichi da circa 70 mila euro dati da Patrimonio, per la valorizzazione di Lagune Verde, Corgiat è netto: “Chi viene da fuori fa copia e incolla da internet e quando non piace il primo progetto si chiama un’altra azienda amica di qualcun altro. Occorre, però, fare i conti con la realtà, con il contesto, con chi c’era. La civica propone un percorso di conoscenza della città con tutti, non ci sono steccati. Questa città ha tante cose da dire e senza memoria non ci sarebbe stato il cambiamento. Non è in discussione l’opinione che si ha dei fatti ma è utile che si sappiano i fatti”. Quella conoscenza che, secondo Corgiat, non contraddistingue l’attuale squadra di governo guidata da Elena Piastra. “L’attuale amministrazione - spiega - dice che il tavolo dei costruttori vuole cambiare il progetto ma già allora, quando lo si pensò, i privati volevano cambiare perché ora come allora chiedere di liberare suolo non piace. Il Comune anni fa si impose, forse oggi Pirelli è disponibile a rivedere gli indici, va bene, ma gli obiettivi devono essere mantenuti. Occorre mettere insieme interessi che possano portare funzioni pregiate altrimenti torneremo alla Settimo degli anni 50, l’investitore non viene qui perché c’è la sindaca Piastra. L’interesse dei privati non è far bella Settimo. Si rischia la totale emarginazione della città di Settimo, perché qualcuno dovrebbe venire ad abitare qui? Corriamo il rischio di passare da Laguna Verde a Piastra grigia e tornare ad essere la città dei lavandai”. A chi, infine, gli fa notare che buona parte del progetto di Laguna Verde è rimasto inattuato in 13 anni (dal 2008), Corgiat replica così. “In questa fase - chiarisce - c’è uno spazio per riprendere una discussione. Qui parliamo di un progetto che disegna un concetto, oggi invece è stato decontestualizzato, Laguna Verde è stata svuotata dei suoi contenuti storici, affidata a qualcuno che non aveva la minima idea del nostro territorio. È come i talebani che buttano giù le statue. Bisogna tenere la sua storia come riferimento. Detto ciò, non è vero che non si è sviluppata, non è nata per una scelta costruttiva ma per un pezzo che si è realizzato: penso allo spostamento della Pirelli, poi si è realizzato Outlet. C’è valore su quelle aree che è molto forte, non si è realizzato il cuore ma non abbiamo fretta. Invece che dare un incarico si fa un confronto, il sindaco si apre, corre il rischio di trovare Corgiat e ne discute, poi dopo dai l’incarico”. Tra i volti noti (oltre alla consigliera di Insieme per Settimo, Rosa Catenaccio e all’ex assessore, Sergio Bisacca) dei partecipanti (una quindicina in tutto) alla “lezione” di Aldo Corgiat spiccano importanti rappresentanti del centrodestra cittadino: Gianluigi Cernusco, segretario della Lega, e Gabriele Bellotto, coordinatore di Fratelli D’Italia.
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