Sergio Bisacca, segretario settimese di Articolo 1
Èancora scontro su Laguna Verde, botta e risposta tra la Sindaca, Elena Piastra, e l’ex assessore alle Partecipate (oggi segretario cittadino di Articolo 1), Sergio Bisacca.Al centro del dibattito c’è uno dei più grandi progetti di riqualificazione urbana oggi esistenti in Italia, sia per i volumi interessati ma sia soprattutto per il livello qualitativo e concettuale del progetto. Si tratta di una superficie di circa 815.000 m² lungo l’asse di via Torino. Una parte di questi territori è di proprietà di Patrimonio, società partecipata al 100% dal Comune.
Una porzione di città da tempo al centro di progetti ultra costosi, per non dire milionari. I consiglieri di minoranza, Rosa Catenaccio (Insieme per Settimo) e Antonio Mencobello (Gruppo Misto), nell’ultimo consiglio comunale, hanno chiesto conto alla sindaca della svalutazione dei terreni dell’intera area e della spesa, circa 65 mila euro, per i due progetti, una da 24 mila euro e uno da circa 40 mila euro (richiesti da Patrimonio, l’azienda Partecipata al 100% dal Comune), di valorizzazione dei terreni di Laguna Verde. Sul tema, ora, dopo la seduta del parlamentino, torna di nuovo Bisacca.“Ho visto le dichiarazioni fatte dalla sindaca sul giornale e il suo intervento in consiglio - commenta - e mi sembra di vedere quelle faccine che ognuno di noi trova sui nostri telefoni: le scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano. Nella narrazione fatta dalla sindaca e dal Pd parrebbe quasi come se lei e il Pd fossero appena arrivati e invece parliamo di persone che nella passata amministrazione c’erano e prendevano decisioni”. La prima cittadina, infatti, si era così espressa in consiglio a fine ottobre: “Quando, poi, leggo che qualcuno dice che nello scorso mandato non si è toccato nulla non mi viene da dire che è una cosa buona. Non fare nulla a che serve?”. Proprio per questo Sergio Bisacca prova a fare un po’ di storia. “Lei, la sindaca Piastra, - continua l’ex assessore - era vice sindaco di questa città e io ero un semplice assessore. L’assessore all’urbanistica era Antonello Ghisaura, noto dirigente del Pd che ha sostenuto Piastra. L’allora segretario del Pd è l’attuale assessore al commercio, Chiara Gaiola. Il capogruppo del Pd era Daniele Volpatto e ora è in giunta. Questo Pd mi pare si dimentichi in quale ruolo di potere era e quali ruoli aveva. Noi siamo quelli che a fronte di una richiesta di riduzione di cubatura da parte dei privati, che volevano pagare meno Imu, abbiamo deciso di non cambiare nulla. Eravamo nell’epoca in cui il primo punto di Laguna Verde era partito e sto parlando dell’Outlet si parlava già del raddoppio. È evidente che la pandemia cambia tutto e la politica ha il dovere di ripensarci ma all’epoca c’era anche la possibilità di mettere un albergo. Il Pd ha votato tutto questo, c’era una segretario, un capogruppo e un vicesindaco, erano tutti lì”. Bisacca, poi, si sofferma su alcune ambiguità proprio sui due progetti commissionati da Patrimonio.“La sindaca - prosegue Bisacca - però non ha risposto ad alcune cose: si capisce che il pensiero su quell’area lì non arriva da un input di carattere politico, come con Ossola e Corgiat. Lei non dichiara cosa vuole fare in quella zona. Poi è alla luce del giorno che ci sono due progetti, quello da 24 mila euro pare non sia servito a nulla. Vuol dire che o con quel progetto Maza (l’allora amministrare unico di Patrimonio nominato da Piastra) ha preso una cantonata oppure l’hanno presa con il secondo incarico affidato a maggio 2021. Se ci sono 24 mila euro buttati allora bisogna chiedere il risarcimento a Pierpaolo Maza. Sicuramente dei soldi sono stati buttati e verificheremo chi dovrà risponderne. Sul secondo progetto, invece, pare che non ci sia un chiaro indirizzo”. Bisacca, infine, torna sulla svalutazione dei terreni: “La diminuzione del valore è stata fatta perché c’è una perizia o per pagare meno tasse? Perché farlo adesso questo cambio del valore? Il dubbio è legittimo che sia stato abbassato il valore per pagare meno tasse”.
Duro anche il segretario di Insieme per Settimo, Antonino Pultrone. “Hanno evaso le nostre richieste in consiglio - interviene - e il progetto che prevedeva la cabinovia lascia il tempo che trova. Chiederemo se la sindaca o l’amministrazione richieda danni o un rimborso per un progetto che si è rivelato inutile ma che è stato pagato da tutti i settimesi”.
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