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SETTIMO TORINESE. Laguna Verde cambierà nome e c’è il team dell’Expo Milano

SETTIMO TORINESE. Laguna Verde cambierà nome  e c’è il team dell’Expo Milano

Il vecchio progetto di Laguna Verde

Lo scontro su Laguna Verde era annunciato e così è stato. I consiglieri di minoranza, Rosa Catenaccio (Insieme per Settimo) e Antonio Mencobello (Gruppo Misto) hanno chiesto conto alla Sindaca della svalutazione dei terreni dell’intera area e della spesa, circa 65 mila euro, per i due progetti (richiesti da Patrimonio, l’azienda Partecipata al 100% dal Comune) di valorizzazione dei terreni di Laguna Verde. Al centro del dibattito c’è uno dei più grandi progetti di riqualificazione urbana oggi esistenti in Italia, sia per i volumi interessati ma sia soprattutto per il livello qualitativo e concettuale del progetto. Si tratta di una superficie di circa 815.000 m² lungo l’asse di via Torino. Una parte di questi territori è di proprietà di Patrimonio, società partecipata al 100% dal Comune. Una porzione di città da tempo al centro di progetti ultra costosi, per non dire milionari. L’area cambierà nome - spiega la prima cittadina, Elena Piastra - e di certo è una zona molto importante. È un percorso nato con i primi atti nel 2006, quando si parlava di “Città del divertimento” a firma del Sindaco Corgiat, una logica che, però, partiva già con Ossola. Nel 2008 nasce, poi, un’immagine visionaria di Laguna Verde con una proposta da parte di Pier Paolo Maggiora, viene redatto un master plan, c’è un Ppe (piano particolareggiato esecutivo) sull’area. Laguna Verde è una sfida tra le più difficili, ho riconvocato il tavolo dei promotori (che vede al suo interno Patrimonio, Percassi, Bpm, Intesa San Paolo e Pirelli), cosa che non si faceva fa tempo”. La zona, nel tempo, è cambiata e quindi ora è il momento di studiare nuove soluzioni. “L’area - prosegue la prima cittadina - prevedeva 8 mila nuovi residenti ma non è pensabile in quella zona procedere in quel senso. La zona prevedeva il 25% per la grande distribuzione che è quella che è partita ed è il Torino Outlet Village. È un’area molto grande garantita da coordinamento pubblico che può indirizzare trasformazione di quella posizione di territorio. Senza questo controllo pubblico, quell’area, sarebbe diventata un polo della logistica (che è una proposta che costantemente i privati portano al tavolo) su cui stiamo resistendo”. Non manca, poi, la frecciatina conto l’ex assessore Sergio Bisacca, che aveva rivendicato come nell’ultima giunta non si fosse toccato nulla di Laguna Verde. “Io - continua la sindaca - non ho mai parlato di variante generale ma di una variante ad hoc. Quando, poi, leggo che qualcuno dice che nello scorso mandato non si è toccato nulla non mi viene da dire che è una cosa buona. Non fare nulla a che serve? Il progetto che c’è è bello ma è superato nei fatti perché nessun matto potrebbe immaginare più della metà in residenziale. I privati sono consapevoli che è necessario fare una svalutazione ma è un lungo processo. Detto ciò, tutti i privati che siedono al tavolo hanno individuato dei propri sviluppatori. Anche Patrimonio quindi ha individuato alcuni riferimenti. Occorre pensare ad un progetto di insieme, il tavolo ha individuato un proprio sviluppatore che è quello che sta lavorando sull’area che era di Expo a Milano”.  Si passa, poi, ai dettagli dei due progetti di valorizzazione dell’area richiesti da Patrimonio, il primo (nel 2020) dall’ex amministratore della Partecipata, Pier Paolo Maza, e il secondo (maggio 2021) dal suo successore, Nino Daniel. “La società Patrimonio ha proceduto  - spiega la Sindaca - con due richieste di trasformazione dell’area, i primi 39 mila euro non sono stati spesi, Prometeo ha chiesto la risoluzione del contratto il 31 marzo 2021. Sono stati spesi 24 mila euro che hanno prodotto un progetto nel quale ci sono vari passaggi. Il secondo incarico è partito perché il primo non si è concluso, ma non c’è un progetto perché si aspettano le linee guida del tavolo”. Il punto, poi, sul valore dei terreni di Laguna Verde. “Si procede - continua la prima cittadina - alla svalutazione perché la valorizzazione di 9 milioni di euro dell’area è fasulla, lo sanno tutti. La società Patrimonio, quindi, responsabilmente, comincia un percorso, non affrontando qualcosa di originale ma la realtà dei fatti: essere proprietari di un’area che vale quasi 10 milioni di euro ma che oggi è in difficoltà rispetto a quel valore”. Non manca, poi, una battuta sulla cabinovia, prevista nel primo progetto, che avrebbe dovuto “sorvolare” via Torino. “Ho un po’ sorriso anche io quando l’ho vista - commenta Piastra - ma davanti a Laguna Verde è prevista una stazione ferroviaria e come potete immaginare quel progetto prevede uno studentato. Il collegamento tra Metropolitana e ferrovia era utilizzato non via gomma ma con strumento diverso. È una cosa particolare ma che esiste anche in altre grandi città europee perché costa molto meno”. Parole e spiegazioni che, però, non hanno soddisfatto il consigliere di minoranza Antonio Mencobello. “È risposta insufficiente quella della sindaca, - attacca l’esponente dell’opposizione - Lei ci sta dicendo che il primo studio tecnico è stato pagato meno e che nessun progetto è stato attinto, sta dicendo che abbiamo speso 24 mila euro per nulla perché dice che ancora oggi non avete ben chiare le varianti e le destinazioni. Ci sta dicendo che il 31 maggio del 2021 viene conferito un nuovo incarico da 39 mila euro e ad oggi questo studio non è ancora partito perché non sono chiare le destinazioni di quelle aree. Abbiamo speso 80 mila euro per nulla. Quali parti del primo o secondo incarico saranno utili? Quali indirizzi avete dato? Ha parlato con Daniel? Date incarichi in bianco? Avete in mente qualcosa? Lei deve dirlo…”. A quel punto la Piastra ha di nuovo chiarito la situazione così: “La gentilezza male non fa ma c’è questa abitudine di dire “lei mi deve” io non devo nulla a lei ma ai cittadini. Io ho risposto punto per punto. Quando il sindaco incontra l’amministratore non serve dare indirizzi, ci sono nei documenti votati da tutti i consiglieri. Abbiamo idea di quanti progetti serviranno per una trasformazione di un’area così grande? O lei mi sta proponendo una soluzione diversa? In quel progetto, il primo, ci sono spunti che sono stati inseriti nella variante specifica per Laguna Verde”.
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