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IVREA. Ecco le pagelle de “La Voce”. Tanti i bocciati in maggioranza

IVREA. Ecco le pagelle de “La Voce”.  Tanti i bocciati in maggioranza
E’ vero! Dare i voti agli assessori e ai consiglieri comunali, almeno una volta all’anno, ci piace un sacco... Bocciare, promuovere, rimandare a settembre, è una gran bella soddisfazione.  Non è affatto strano che lo faccia un giornale conciò anche ufficializzando quel che pensa ai propri lettori in maniera chiara e sgombrando il campo da ogni finta “neutralità”. Alla fin fine alzi la mano chi davvero può definirsi tale. E anche se così fosse sia chiaro a tutti che noi non lo siamo. Un’opinione ce l’abbiamo e non ci importa di nasconderla.  Da chi iniziamo? Dalla  maggioranza di centrodestra  con la sufficienza, per niente regalata, al sindaco Stefano Sertoli, che lo scorso anno s’era fatto bagnare il naso dal vicesindaco Elisabetta Piccoli. Sarà che è facile emergere quando intorno c’è il nulla, tutti hanno notato che in alcune occasioni, nel corso degli ultimi consigli comunali, è solo grazie a lui se si sono salvati argomenti affossati da una maggioranza incapace di dibattere. Insomma il “nostro” ha delle capacità inespresse e qualcuna sta venendo fuori. Saranno anche pochine ma ci sono. Cinque al vicesindaco Piccoli per come ha gestito la questione Movicentro. Prima di spiegarla e spiattellarla ai quattro venti, infatti, avrebbe dovuto studiarla e capirla. E visto che ancora oggi ha difficoltà a raccontarla, dicendo a tutti che non han capito, di sicuro c’è un problema nel racconto come solo può avere chi non ha capito. Quattro all’assessore Giuliano Balzola perchè nessuno sa di che cosa si stia occupando. Dell’aria? Dell’acqua? Dei trasporti? Dell’area mercatale?  Boh... Nel suo cv potrà però scrivere che è riuscito a imporre ai vigili urbani il saluto sull’attenti, s’intende quando a passare è lui. Quattro anche all’architetto Michele Cafarelli sedicente Agnosta. La politica non è il suo pane. Troppo lento.  Avrebbe dovuto occuparsi in particolar modo del piano regolatore ma da quando c’è lui del piano regolatore non se n’è praticamente saputo più nulla. Ha sostituito Elisabetta Ballurio nelle manutenzioni e la città anzichè migliorare è andata via via peggiorando.  Passa, invece, con la sufficienza Giorgia Povolo. Nelle materie di sua competenza non c’è stata una volta che non abbia dato una risposta politica spacciandola e facendola digerire, indisturbata, come tecnica. Sa parlare e sa reagire. Probabilmente ci sbagliamo ma è l’unica destinata a far carriera nella Lega.  Infine 7 a Costanza Casali, l’ultima arrivata. In pochi mesi ha messo in piedi numerose iniziative culturali, non in ultima un accordo con Tim e Olivetti per un pieno utilizzo del Museo Garda. Tanto di cappello. Dalla giunta al consiglio comunale. Tra le file della maggioranza è una strage. Due a Marchiori di cui nessuno, fino ad oggi, ha conosciuto il timbro della voce. Tre ad Anna Bono, non tanto per le battaglie politiche ideologiche su razzismo, armi, guerre, religione, che su quelle sa il fatto suo. Pecca e dorme su tutto il resto. A volte si dimentica anche cos’aveva votato la volta prima e perchè.  Di recente ha detto che non ce l’ha con lo Zac!... Amnesia totale. Cinque a Mara Bagnod che parla poco ma quando parla lo fa in cagnesco, stile “casalinga con le paturnie”. Cinque a Monica Girelli per le stesse motivazioni. Cinque infine anche a Pierfranco Lodesani che in realtà potrebbe meritare di più  se solo si facesse sentire di più. Sei a Maria Piras e a Marco Neri che, se non altro, quando intervengono, si sforzano di fare interventi argomentati. Sei ad Antonio Cuomo, a cui non si può chiedere più di così, e sei pure a Donato Malpede che nonostante tutto qualcosa dice e non sempre è farina del sacco degli altri. Infine un otto a Diego Borla per l’umanità e la pazienza con cui dribbla i suoi colleghi di maggioranza. E’ uno dei pochi del centrodestra ad avere chiaro in testa che cosa era il  consiglio comunale di Ivrea e che cos’è diventato. Cosa pensa di Piccoli, Cafarelli, Bono, Bagnod eccetera non lo direbbe neanche sotto tortura, ma non è difficile immaginarlo... Nulla da aggiungere sulle Opposizioni. Non fosse per loro, i consigli comunali si potrebbero anche non fare. Durerebbero si e no 20 minuti e non ci sarebbe mai nulla da dire nè da sottolineare...
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