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IVREA. Baby gang sugli autobus. Scattano i controlli delle telecamere

IVREA. Baby gang sugli autobus. Scattano i controlli delle telecamere

gtt

Nel film “I guerrieri della notte”, del 1979, ispirato da un libro di Sol Yurick, gruppi di adolescenti, organizzati in baby gang, infestavano le strade di New York. Più vicino ai nostri giorni “L’odio” un film ambientato nelle banlieu francesi. Ma poi c’è anche “Gioventù bruciata” con James Dean, “Fa’ la cosa giusta” di Spike Lee e non tanto per concludere “Rusty il selvaggio” di Francis Ford Coppola e “Trainspotting” di Anna Boyle. Da sempre, la gioventù deviata, è stata studiata e interpretata, non sempre carpendone le ragioni o trovando le prove di un malessere sociale. Una premessa necessaria per raccontare di una denuncia in Questura, probabilmente presentata a malincuore. Porta la firma di Sabrina Trapasso, cliente di GTT, nella tratta Bellavista - centrocittà.  L’altra settimana, di fronte all’ennesimo episodio di maleducazione non ce l’ha più fatta. “Non avete idea cosa siamo costretti a subire -  ci racconta - Salgono sugli autobus in gruppo e senza mascherina e poi cominciano a bestemmiare, ad abbracciarsi, a dire parolacce, a fumare, a prendere in giro il conducente,  a mettere la musica a tutto volume. Non si può dire loro niente.  Se lo si fa, aumentano gli insulti e pure le minacce. L’altro giorno uno continuava a dire che il tesserino glielo avrebbe sbattuto in faccia, se solo l’autista glielo avesse chiesto. Una maleducazione spaventosa. Una visione che ti uccide dentro. Io dico che tutto questo non è giusto. Io non posso permettermi la macchina. I mezzi pubblici sono indispensabili e li uso per accompagnare i miei figli a scuola…” Poveri cittadini e soprattutto poveri autisti abbandonati a loro stessi.
Ambrosio Gianni Cgil ivrea
“Come sindacato - commenta Gianni Ambrosio di Filt Cgil responsabile territoriale trasporti - non è la prima volta che affrontiamo questo tema, intendo di comportamenti non consoni nel trasporto a Ivrea e nella tratta extraurbana. Abbiamo a che fare con delle vere e proprie gang composte da ragazzini  molto giovani che vanno dai 13 ai 16 anni. La situazione è grave soprattutto per gli autisti costretti a subire ogni genere di insulti. Non si può chiedere loro nulla, né di abbassare la radio, né di mettere la mascherina, né di mostrare il biglietto e quasi sempre non ce l’hanno. Ogni volta che si fa un richiamo si scatena il pandemonio e vengono presi di mira pure i passeggeri. Tante volte ci si è trovati costretti a chiedere l’intervento delle forze dell’Ordine, dei carabinieri e della polizia, con cui collaboriamo. Quel che fa impressione è che l’età di questi teppisti si è abbassata nel corso degli anni. Non so se potrebbe essere sufficiente un richiamo alle famiglie. Dobbiamo controllare cosa fanno i nostri figli quando sono in giro…”. In ogni caso la denuncia di Sabrina Trapasso ha già sortito un effetto ed è partita un’indagine delle Forze dell’ordine che si avvarrà delle immagini registrate dalle telecamere posizionate all’interno degli autobus. “E' già cominciata - passa e chiude Trapasso -  una raccolta firme che invieremo alle Istituzioni per chiedere più controlli ma anche per sensibilizzare la popolazione….”. La firmeranno gli utenti ma anche gli autisti. Insomma è arrivato il momento di dire “Basta”. Dal canto suo il vicequestore Giorgio Pozza chiede che certi episodi vengano segnalati subito per poter intervenire. Basta chiamare subito il 112, anche appena scesi dal bus.
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