L’85% di
Ivrea Parcheggi srl, il 22,95 di SCS Spa, lo 0,5 di Turismo Torino scrl,
lo 0,01 di Ativa Spa, lo 0,00044 di Smat Spa. E fino a qualche anno fa una quota in Csea (fallita) e un’altra quota in Banca Etica.
S’aggiunge il controllo di due enti strumentali: la Fondazione Guelpa e la Fondazione dello storico Carnevale di Ivrea.
Con la prima il Comune è anche collegato al 14,5% di Mozart srl benefit, la società che ha acquisito la nuda proprietà dell’auditorium del liceo musicale e, con la seconda,
una quota dello 0,00375 di AEG Coop, da cui peraltro il Comune, qualche anno fa, era completamente uscito (vendendo tutte le azioni) per non incorrere in un conflitto di interessi nell’assegnazione delle reti distributive. Quando si dice uscire dalla porte per rientrare, a propria insaputa, dalla finestra…. Boh!
Cosa pensa il consigliere comunale
Francesco Comotto delle Aziende e degli Organismi partecipati già lo sappiamo.
E’ da anni che dice che van chiuse, comunque controllate a vista
o coordinate.
Lo diceva ai tempi di
Carlo Della Pepa e lo dice anche oggi con il governo della città nella mani del centrodestra. Perchè è labile il confine tra pubblico e privato o perchè, se si preferisce, i Comuni che non hanno i soldi per chiudere le buche nelle strade e nei marciapiedi, continuano a mantenere Enti inutili e improduttivi foraggiando onerosi consigli di amministrazione, collegi dei revisori e molto altro spesso al di fuori del controllo pubblico.
E’ ritornato sull’argomento anche la scorsa settimana con un’interpellanza all’assessore al Bilancio
Costanza Casali attraverso cui si è detto soddisfatto dell’ultima relazione di cui però vorrebbe conosce l’autore.
“Il Consigliere Comotto - le ha risposto quest’ultima -
ha trovato nella mia persona non un’antagonista ma un’alleata per procedere con un’attenta analisi di valutazione circa l’opportunità di mantenere o meno ogni singola partecipata in funzione del beneficio che possa averne il Comune di Ivrea. Tuttavia, quello che chiediamo è uno studio costruttivo che si concentri principalmente su quelle che possano avere una significativa ricaduta e un rilievo concreto sul Comune e non disperdere le energie su questioni marginali e su quelle quote di partecipazioni infinitesimali dello 0,000000%, in relazione alle quali occorrerà peraltro decidere se mantenerle.
Siamo contenti che la relazione (realizzata dallo Studio Delfino & Partner di Genova per 2.900 euro, ndr)
sia stata apprezzata, poiché l’intento era proprio quello di avere un documento tecnico di analisi approfondito sulla base del quale poter partire per svolgere tutte le analisi di tipo politico....”
In verità entro il 31 dicembre di ogni anno le Amministrazioni devono effettuare un’analisi dell’assetto complessivo delle società in cui detengono partecipazioni, dirette o indirette, predisponendo, ove ricorrano i presupposti, un piano di riassetto
per la loro razionalizzazione, fusione
o
soppressione,
anche
mediante messa
in
liquidazione
o
cessione. La vecchia normativa attribuiva la competenza al Sindaco, il nuovo Testo Unico non precisa espressamente a chi compete, dalle Linee Guida della Corte dei Conti emerge che tale provvedimento vada portato in Consiglio.
“I presupposti per la razionalizzazione, fusione o soppressione - ha proseguito Casali
-
anche mediante messa in liquidazione o cessione sono espressamente individuati dalla legge, quali ad esempio la presenza di societa’ che risultino prive di dipendenti, o abbiano un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti, o che svolgano attività analoghe o similari a quelle svolte da altre società partecipate o da enti pubblici strumentali o che, nel triennio precedente, abbiano conseguito un fatturato medio non superiore a un milione di euro, o che abbiano prodotto un risultato negativo per quattro dei cinque esercizi precedenti...”
Nell’interpellanza,
Comotto si è concentrato anche su Smat, di cui il Comune di Ivrea detiene una partecipazione pari allo 0,00044% e attraverso Smat piccole quote di Risorse Idriche Spa, Aida Ambiente srl,
Acque potabili Spa, Servizio Integrato del biellese e del vercellese Spa, NOS Spa, Mondo Acqua Spa, Environment Park Spa, Galatea Scarl e, incredibile ma vero, pure Acque potabili siciliane Spa che però è in fallimento.
“Non è bello scoprire che Smat fa la finanziaria – aveva inforcato –
Ha macinato utili per 60 milioni di euro. E’ proprietaria di azioni in 9 società di livello nazionale delle quali due in liquidazione. E’ normale che con i soldi chiesti ai cittadini per pagare il servizio dell’acqua potabile si acquistino quote di una società in Sicilia? Gli utili servono per le tubature o per comprare società in fallimento? Lo dico come Amministratore e vorrei votare consapevolmente…”.
E anche su quest’ultima,
Casali no ha dubbi.
“Il Comune - ha ribattuto -
non può incidere direttamente, perché si tratta di partecipate indirette. Può solo fornire atti di indirizzo. La decisione deve essere presa a livello di assemblea dei Soci, nella quale il Comune ha una partecipazione dello 0,00044%. Negli anni passati, la strategia attuata da SMAT, approvata dall’Assemblea dei Comuni azionisti, è stata quella di essere presente nelle più rilevanti società idriche piemontesi al fine di costituire una rete di imprese e poter dare supporto di tipo tecnico-operativo al funzionamento delle medesime, anche attraverso la stipula di specifici contratti di servizio. SMAT ha precisato che tale condizione non riflette assolutamente la fattispecie di una “finanziaria”: si tratta invero di una presenza di tipo economico-gestionale, espressamente prevista dalla normativa vigente, che consente di sviluppare attività esterne al perimetro dell’Ambito, purché entro il limite del 20% del proprio fatturato, situazione questa che è sempre stata assicurata da parte della SMAT...”
Finita qui?
Neanche per idea. Per intanto perchè se è vero che
Casali si ritiene un’alleata, beh, allora, secondo Comotto dovrebbe cominciare subito “
un percorso trasversale di analisi”.
E poi su Smat
“Non sarà una finanziaria - ha ribattuto ma di fatto lo è
-
Se non sono operazioni finanziarie diteci voi che cosa sono. Non sono queste le finalità della gestione pubblica del sistema idrico integrato. Non è bello venire a sapere che Smat investe i soldi dei cittadini negli acquedotti siciliani e poi lascia Ivrea senz’acqua per una settimana durante le feste di Natale… “.