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SCARMAGNO. Francesconi: “Questo, ormai, è un paese solo per vecchi”

SCARMAGNO. Francesconi: “Questo, ormai,  è un paese solo per vecchi”

Sandro Francesconi capogruppo di “Ideali in Comune”

Qualcuno ha pensato che fare il sindaco sia come iscriversi alla bocciofila. E ora ne paghiamo le conseguenze”.

Sandro Francesconi, capogruppo di “Ideali in Comune”, è un fiume in piena e punta il dito contro il sindaco Adriano Grassino e la sua giunta: “Quest’amministrazione non è in grado di governare il paese. Guarda al passato, non al futuro. Non ha una visione, non è in grado di programmare e non riesce ad attivare politiche efficaci”.

La goccia che ha fatto traboccare un vaso che ha iniziato a riempirsi subito dopo le elezioni è stata l’approvazione del Bilancio Previsionale per il 2021: “Non un centesimo, non uno per il “Welfare”. Non è previsto un sostegno per le famiglie in difficoltà, niente per i soggetti a rischio di esclusione. C’è solo il contributo che ogni anno versiamo al Ciss-Ac - il nostro consorzio assistenziale. Per il resto nulla!”. In consiglio siamo intervenuti per obiettare e ci hanno risposto che se ce ne sarà bisogno verranno predisposte le necessarie variazioni di Bilancio. E questo dà proprio la misura della totale mancanza di programmazione”.

Di cosa ci sarebbe bisogno a Scarmagno?

“Di molto - risponde Francesconi - per non dire, tutto. Ricordo ancora con orrore quando, durante la campagna elettorale un giovane molto attivo in paese chiese alla lista Grassino cosa intendessero fare per i ragazzi e loro gli risposero chiedendogli quanti pensava che ce ne fossero in paese. Certo, pochi e di questo passo nonne resterà nessuno perché cosa stiamo offrendo loro? Cosa diamo alle famiglie per consentire loro di spostarsi da centri più grandi e ben serviti offrendo il nostro territorio? Per un ragazzo di 16 anni a Scarmagno c’è solo un autobus al mattino verso Ivrea e poi uno a mezzogiorno e uno alle 18 per tornare. E’ questa la rete di servizi che intendiamo offrire? I giovani hanno bisogno di potersi muovere, di fare vita sociale ad Ivrea e tornare a casa senza dover sempre chiedere ai genitori”.

Cosa pensa di quanto fatto fino ad oggi dall’Amministrazione?

“Hanno fatto poco o niente. E meno male, mi viene da aggiungere se penso all’unica opera realizzata... Mi riferisco al camminamento tra Bessolo e Masero. Un marciapiede da 140mila euro che non serve a nessuno. Una stradina interna a collegare le due frazioni già c’era. Se proprio volevano, bastava mettere dei lampioni e sistemare quella. Chi volete che vada da una frazione all’altra a piedi? Non c’è un servizio, un negozio. A Bessolo nnon c’è neppure più l’oratorio! E allora son tutti soldi sprecati”.

Da dove dovrebbero ripartire?

Sicuramente chiudendo il nuovo piano regolatore. E’ uno strumento fondamentale, eppure è tre anni che è fermo lì. Ma parliamo di una giunta che tra i propri progetti ha la metanizzazione dell’area industriale e delle frazioni di Bessolo e Masero. Ma chi parla più, oggi, di metanizzazione? C’è il fotovoltaico, i comuni fanno la corsa a portare la fibra e noi parliamo ancora di metanizzazione. E’ inutile: questa è una giunta che guarda solo al passato in un momento storico in cui guardare al futuro sarebbe ancora più necessario. Con la pandemia si è fermato tutto. Ma questo, tutto sommato, è stato un bene. Ha impedito che venissero fatti altri danni”.

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