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DRUENTO. Il paese non dimentica il 23 gennaio ‘45

DRUENTO. Il paese non dimentica il 23 gennaio ‘45

La cerimonia di inaugurazione del Monumento restaurato avvenuta il 23 gennaio

Un monumento nuovo per rendere omaggio ai Caduti partigiani druentini. E quello che da sabato 23 può essere ammirato nel cimitero cittadino. Ovvero dopo che il parroco don Simone Pansarella lo ha benedetto.

Questa celebrazione, di fronte al monumento, non è una cerimonia di forma, non è mera retorica, ma è forma che si incarna in sostanza, in valore, è preciso impegno di testimonianza – ha sottolineato il sindaco Vietti, tra gli applausi dei presenti –. I ragazzi che oggi sono qui con noi, sono “noi”, il nostro sguardo collettivo ideale sul mondo. Sono gli stessi giovani che oggi svelano il monumento e si svelano anche simbolicamente della loro sfera egocentrica, lasciano da parte i loro egoismi individuali di cui noi, in quanto parte di questa società, siamo responsabili, per entrare in una sfera collettiva che è quella della Storia, della memoria della nostra Nazione”.

Delio Ranzani, presidente dell’Anpi di Druento, ha ricordato una data: quella del 23 gennaio del 1945 quando un camion di nazifascisti scaricò sulla piazza di Druento dodici giovani uomini, prelevati forse dalle carceri di Rivoli. Maltrattati e con segni di violenze sul corpo, polsi legati col fil di ferro. Tutti e dodici vennero uccisi a colpi di mitra proprio davanti al palazzo comunale.

Di qui la decisione di intitolare la piazza del Municipio ai XII Martiri. Il ricordo, oggi, torna a quei dodici ragazzi, ma soprattutto ai tre di Druento: Carlo Casale, ucciso a Druento, Carlo Brero, fucilato a Moncalieri e Annibale Sibona che perse la vita a Grugliasco.

Per mantenere viva la loro memoria fu eretto, nel 1973, questo monumento di cui oggi andiamo ad inaugurare il restauro – ha sottolineato Ranzani –. Realizzato alla fine del 2020 per volere del Comune a cui diciamo grazie per essere sempre vicino all’Anpi aiutandoci nell’opera di difesa dei valori che abbiamo ereditato dai nostri padri e nonni partigiani. Un ricordo va anche alle milioni di vittime della Shoah alle quali si renderà omaggio il 27 gennaio”.

Maria Grazia Sestero, presidente provinciale Anpi, ha voluto ringraziare le associazioni presenti alla cerimonia: “Vedere tutte queste associazioni riunite alla cerimonia è una vera ricchezza – ha sottolineato –. In particolare voglio ringraziare la Consulta Giovanile e il suo presidente Marco Isabello. Sono oltre 23mila le vittime del nazifascimo e per la maggior parte sono civili. Giovani lavoratori che non hanno avuto modo di conoscere la democrazia perchè nati negli anni della dittatura. Senza la riscossa di un popolo che dice basta la nostra storia sarebbe stata diversa. Abbiamo potuto avere la Costituzione che garantisce diritti ad ogni cittadino. Questo non è il nostro passato, ma la nostra memoria – ha concluso – e se oggi c’è democrazia dobbiamo dire grazie a tutte queste persone che hanno sacrificato la loro vita”.

Al termine, il sindaco ha consegnato due targhe al presidente Ranzani e alla presidentessa Sestero.

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