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IVREA. Nuovo prgc, mappe sbagliate! Per l’ospedale le aree sono 2

IVREA. Nuovo prgc, mappe sbagliate!  Per l’ospedale le aree sono 2

Boeri dello Studio Boeri

“Ha un senso continuare ad andare avanti con il blasonato Studio Boeri?”. Quello dei giardini verticali e, più di recente, dei padiglioni con la “primula” per il vaccino anti-Covid, a quanto pare “scopiazzata” da un lavoro degli studenti del Politecnico di Milano… Se lo chiede il grillino Massimo Fresc. Se lo chiede e, probabilmente, lo chiederà,  prossimamente, anche alla maggioranza di centrodestra che governa la città.  I dubbi, uno sull’altro,  gli sono venuti leggendo le carte e le 98 osservazioni alla proposta tecnica del progetto preliminare del nuovo Prgc, rese pubbliche dopo il parere espresso dalla Conferenza di “copianificazione, di cui si è ampiamente parlato durante l’ultimo consiglio comunale. “Alcune di quelle 98 osservazioni erano venute fuori già durante i primi incontri  - inforca Fresc - Non è stato recepito nulla. Non s’è mossa foglia da più di due anni.  Mi verrebbe da chiedere che genere di contratto lega i progettisti all’Amministrazione comunale e se si possa sciogliere. Così non credo si possa andare avanti...” Ma c’è di più e c’è che, tra le tante imprecisioni della “bozza di prgc” una fa accapponare la pelle. Le mappe attraverso cui è stato disegnato non erano quelle giuste. Diciamo che non erano tra le più aggiornate. Insomma il lavoro sarebbe, se non proprio tutto, quasi tutto da rifare. Tornando alle osservazioni, la domanda è: perché non si è ancora deciso con quali tempi e modalità saranno esaminate? In consiglio comunale l’assessore Michele Cafarelli  ha spiegato che il processo d’esame inizia con una valutazione da parte dei progettisti  che faranno solo ora, dopo il parere espresso dalla Conferenza di Copianificazione conclusasi il 26 novembre scorso.  Resta inteso che non saranno sottoposte a votazione da parte del Consiglio Comunale. Nella nuova formulazione della legge regionale, infatti, l Consiglio Comunale sarà chiamato ad esprimersi solo in fase di adozione e di approvazione.  Inutile sottolineare che analizzarle, per esempio, nell’ambito della commissione assetto e uso del territorio presieduta da Francesco Comotto, avrebbe potuto essere molto utile. Fin qui il problema tecnico, a cui si aggiunge quello politico. “L’ho già detto in consiglio comunale evitando di mettermi di traverso all’approvazione dell’ordine del giorno sul nuovo ospedale nell’area ex Montefibre. - inforca Fresc - Non ce n’è solo una a nord di proprietà della Cogeis, ma anche una a sud. In quest’ultima, nei pressi del sottopasso di via Verdi, buona parte dei terreni sono di proprietà comunale. Nel vecchio prgc qui si prevedeva una destinazione d’uso per edilizia pubblica, nella bozza del nuovo prgc tutta l’area s’è trasformata in agricola. Da un lato le pressioni dei proprietari  per pagare meno tasse, dall’altra quelle di Cogeis. A noi tutto questo poco importa e siamo pronti a dare battaglia affinchè entrambe le aree tornino ad essere utilizzabili per l’edilizia pubblica, ancora più che a sud c’è molto più spazio...”. Le premesse Correva il 2O marzo del 2o18 e il sindaco Carlo Della Pepa con gli assessori Giovanna Codato e Carlo Capirone inaugurava il dibattito sul nuovo prgc per l’Ivrea del 2O3O. Qualcuno se le ricorda ancora? S’intendono le premesse? Stop alle nuove aree edificabili. Recupero degli immobili dismessi. Potenziamento dei servizi e una nuova alleanza tra città e campagna. Trasformazione di Ivrea in città internazionale grazie all’Unesco con più parchi, un collegamento ferroviario decente e un luogo di sperimentazione dell’industria 4.O. La mega variante al Prg (quello attuale fu ideato dall’urbanista Campos Venuti e approvato nel 2OOO) è frutto di un bando europeo costato 158 mila euro. E si cominciava dalle aree dismesse o sottoutilizzate (pari a 177 mila metri quadrati) ma si puntava il dito anche su quel milione di metri quadri di superficie destinata a cambiare uso di cui solo 377 mila (26O all’ex Montefibre) effettivamente utilizzati  per nuove edificazioni.  Da allora, cioè da quel  20 marzo del 2018, quando lo studio Boeri dell’architetto Massimo Giuliani presentò per l’ultima volta ai cittadini le linee guida generali, sono passati quasi tre anni ma quel che si ha in mano oggi resta una semplice “proposta tecnica del progetto preliminare”, approvata con i soli voti della maggioranza e, praticamente “bocciata” dalla Regione Piemonte. Il prossimo passaggio avrebbe dovuto essere l’adozione del “progetto preliminare” a cui sarebbe dovuta seguire la “proposta tecnica del progetto definitivo” e quindi il “progetto definitivo” vero e proprio, che l’assessore Cafarelli aveva più o meno previsto nel settembre del 2021. Oggi è chiaro che stava raccontando una barzelletta.  Il nuovo prgc Il nuovo Prgc identifica 5 aree strategiche: Area ex Montefibre (o Polo della Mobilità), Area Edifici Pubblici (via Cardinal Fietta), Polo della Canoa (fra via Dora Baltea 1 e lo Stadio della Canoa), Lago di Città-Risalita al Centro storico e Polo Culturale e, infine il Polo Sportivo (area ex Varzi). Diversamente dalle “visioni” del 2O18, dal progetto è scomparsa l’idea di spostare il mercato nel centro urbano, ma si prevede di collegare quest’area con il centro storico attraverso l’installazione di ascensori o scale mobili.  Per l’area ex Montefibre si passa da una “visione residenziale” ad un Polo di Interscambio e di servizi, cioè ad una fotografia dell’esistente (Tribunale, Ambulatorio e Scuole). Nuova, invece, l’ipotesi di rendere gli edifici comunali di via Cardinal Fietta un Polo dell’Istruzione; idea già criticata in consiglio comunale non foss’altro che le scuole sono oggi dall’altra parte della Dora. Tra le altre cose la variante riporta in auge il traforo di Monte Navale; ipotizza di lasciar riemergere il Lago di Città; introduce la possibilità  di spostare da un punto all’altra della città le capacità edificatorie e  pure un sistema di “destinazioni d’uso” al negativo (cioè per ogni area l’elenco delle cose che non si possono fare, lasciando ai proprietari tutte le altre possibilità edificatorie e di utilizzo). Nessuna novità significativa, sulla zona Unesco. Si parla di fab-lab, start-up, recupero dell’eredità immateriale olivettiana. Si auspica di evitare l’eccessiva museificazione del sito, ma nulla di più.
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