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13 Gennaio 2021 - 14:22
Il Lago della Rossa ad Usseglio
È scontro tra lo Stato centrale e la Regione Piemonte sulle concessioni degli invasi per la produzione di energia idroelettrica. A marzo la Regione aveva approvato un disegno di legge per modificare le modalità di assegnazione delle concessioni, prevedendo il passaggio dal Demanio alle Regioni, come consentito dal Decreto Semplificazioni del 2018. Ciò avrebbe permesso al governo piemontese di occuparsi direttamente dei bandi, ad esempio inserendo criteri specifici per l’individuazione della migliore offerta. Sono 67 le concessioni da riassegnare in Piemonte, tra queste anche quella dell’invaso principale della Val di Viù, quello del Lago della Rossa di Usseglio, attualmente in mano ad Enel. «Nonostante l’emergenza il Piemonte va avanti con dei progetti strategici per gestire liberamente e con equilibrio le risorse più preziose e importanti - aveva dichiarato il presidente Alberto Cirio -. Un modo anche per ridurre la concorrenza verso le nostre imprese da parte dei competitori di quei paesi dove il costo dell’energia è notevolmente inferiore».
L’assessore all’Ambiente Matteo Marnati festeggiava parlando di «un grande lavoro per una legge che regolerà la materia nei prossimi decenni, di un ritorno economico abbastanza immediato per la Regione ma anche di un ritorno ambientale, con un aumento del 15% di energia pulita prodotta con l’utilizzo di meno acqua. Con i nuovi bandi e le nuove concessioni ci saranno investimenti da parte di chi subentra, ovvero soggetti privati o misti pubblico-privati. Probabilmente le concessioni scadute da molto tempo dovranno subire della manutenzione, e chi le rileverà produrrà così benefici anche di tipo ambientale».
Tutto bene fin quando il governo italiano non ha deciso di mettere i bastoni tra le ruote a Cirio&co impugnando la legge regionale che violerebbe i principi della Costituzione “con riguardo alle materie produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia e coordinamento della finanza pubblica”. Il solito conflitto di competenza tra Stato e Regioni che cercano di prevalere sull’altro per legiferare su una determinata questione. Sarà la Corte Costituzionale a decidere di chi è la competenza.
«Si tratta di una mossa politica, una ripicca del Pd, impegnato a tutelare gli interessi dei grandi gestori che fanno utili e investono la minima parte negli impianti e sul territorio - ha polemizzato l’assessore Marnati dalle pagine de La Stampa -. Noi abbiamo deciso di riformulare le gare d’appalto aprendo alla concorrenza per offrire davvero la possibilità di un reale cambiamento che consenta, a chi si aggiudica la gestione, di effettuare investimenti di rinnovamento. Stiamo solo cercando dir sostenere le imprese piemontesi con misure concrete che servono a ridurre la concorrenza sleale degli altri paesi vicini, dove il costo dell’energia in talune regioni arriva quasi alla metà, ma a qualcuno a quanto pare non sta bene».
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