Cerca

IVREA. Parla l’infermiera aggredita: "Non permetterò a questa cosa di cambiarmi"

IVREA. Parla l’infermiera aggredita: "Non permetterò a questa cosa di cambiarmi"
La segnalazione inviata al sindaco Stefano Sertoli, al Commissariato, alla Procura e alla direzione generale dell’Asl To4 è del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche. E si racconta dell’aggressione subita da una infermiera dell’Ospedale di Ivrea, ma residente a Biella al termine del proprio turno di lavoro. E’ successo nei pressi del LIDL di Via Sant’Ulderico, mercoledì scorso intorno alle 23,30. “Si stava recando a prendere la propria auto – racconta il responsabile territoriale del Nursind Giuseppe Summa –  quando è stata aggredita da uno dei tre sconosciuti che l’aspettavano all’interno di un’autovettura. Fortunatamente se la caverà con una prognosi di 5 giorni, ma l’episodio poteva sicuramente sfociare in tragedia. Diverse sono le segnalazioni di tentativi di aggressioni fisiche o furti che riceviamo dai dipendenti e siamo seriamente preoccupati che il fenomeno possa dilagare ulteriormente. Fra l’altro a facilitare gli aggressori segnaliamo la scarsa illuminazione dei parcheggi e l’assenza di videosorveglianza…” Il Nursind chiede celeri interventi a tutela dei dipendenti dell’Ospedale di Ivrea. Su Facebook Quello che ha provato, i pensieri, le ansie, la paura è la stessa giovane infermiera a raccontarlo su Facebook. E sono parole che lasciano il segno... “Sono giorni in cui fisso il vuoto e non capisco cosa provo, mi dicono che è normale, che poteva andarmi peggio. Vi dirò cosa pensa una persona che ha appena subito un’aggressione dopo un turno da quasi 9 ore: Non è normale e pensare ad uno scenario peggiore di quello che è successo non aiuta. Erano le 23.30 se non più tardi perché si, capita spesso e volentieri con questo lavoro di fare tardi ma ero sollevata del fatto di andare finalmente a dormire e poter staccare per qualche ora la spina. Poi mi sono ritrovata tre individui di sesso maschile in macchina, ho visto solo tanti vetri a terra (mi avevano spaccato il finestrino) e mi è uscito solo un “Scusate ma che cazzo state facendo?”. Non ero arrabbiata, ero scioccata, mi sono passati mille pensieri per la testa ma ho subito chiamato le forze dell’ordine. Ttremavo, due scappano mentre il terzo, seduto dietro, esce dalla macchina e mi viene incontro. Io ero paralizzata, non riuscivo nè ad urlare nè a scappare: mi spinge per terra in mezzo a tutti quei vetri e lì ho visto due fari avvicinarsi, ho pensato che venisse qualcuno ad aiutarmi e invece no, la ragazza che 5 minuti prima mi aveva augurato una buona serata, è scappata. Mi sono coperta gli occhi e tremando temevo il peggio. Ho sentito solo un rumore e poi un dolore lancinante alla pancia: non felice questo ragazzo mi ha tirato la bici addosso per poi scappare. Ora, non andrò a dire nazionalità, colore di carnagione o cose del genere perché sono cose superficiali che neanche dovrebbero interessare, però mi chiedo per l’ennesima volta: ma perché? Io non riesco a pensare di fare così tanto male ed umiliare il prossimo,  è una cosa brutale che supera ogni confine morale. Io non riesco a pensare di vedere una scena del genere e scappare. Posso capire la paura ma sono sicura che non lo farei mai e penso sinceramente che questo sia un gesto altrettanto vergognoso come quello fisico. Sono arrabbiata, tanto arrabbiata, come si può avere paura di uscire tardi da lavoro per la possibilità di ritrovarsi in queste situazioni? Nessun controllo, nessuna telecamera. NON VOGLIO che questa situazione rimanga come “l’ennesima brutta esperienza” cercherò in tutti i modi di trovare una soluzione per prevenire ciò, non voglio che nessuno si possa sentire come mi sono sentita e come mi sento ora: persa, sola, non riuscivo più a pensare a nulla e mi mancava il respiro e sentivo il mio battito cardiaco persino in gola. Non voglio la pena di nessuno ma ho voluto denunciare pubblicamente questo mio accaduto perché non è normale anche se “ne sentiamo di tutti i colori tutti i giorni”. Voglio però che tutto ciò faccia ragionare le persone e soprattutto quelle che realmente possono far qualcosa e tutelare il prossimo. Detto ciò però una cosa è certa: non voglio e non permetterò a questa cosa di cambiarmi, ci sono poche cose che amo di me ma il fatto di voler bene e rispettare in maniera incondizionata il prossimo che sia umano o animale, è una di quelle cose che adoro di più di me e non cambierà. Spererò sempre in un mondo migliore anche se tutti i giorni ci fanno vedere solo quanto faccia schifo l’umanità: sono una da bicchiere mezzo pieno e finché ci saranno persone buone di cuore spererò sempre che quest’ultime possano influenzarne altre aiutandole a capire che esser buoni, porgere la mano quando qualcuno è in difficoltà, anche senza conoscerlo, e esser privi di qualsiasi giudizio è sempre la cosa migliore. Non auguro il male a queste persone, spero solo che raggiungano un livello di umanità tale da capire cosa hanno fatto. Non mi interessano le motivazioni, chiedere aiuto può dar sicuramente di più che arrivare ad un gesto tale. Ho conosciuto tante persone in situazioni di estrema difficoltà e dalla mia hanno sempre trovato aiuto quindi tutto ciò mi ha fatto sentire veramente vuota. Ci vorrà del tempo sicuramente ma non riuscirete a cambiarmi così facilmente. Pace e amore a tutti. Grazie a tutti coloro che in questi giorni continuano a cercarmi per chiedermi come sto, per darmi consigli o per strapparmi un sorriso. Mi avete fatto sentire davvero voluta bene e soprattutto non sola. Vi ringrazio di cuore.  Ad Ivrea sto conoscendo delle persone davvero speciali che mi porto già dentro il cuoricino e sappiate che lunedì sono di nuovo tra voi.”
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori