Nessuna condivisione sulla scelta del nuovo cda di Seta e uno strapotere da parte della città di Settimo. Questi gli argomenti che hanno spinto un gruppo di consiglieri, capitanati dall’onorevole Carlo Giacometto di Forza Italia, a presentare, il 23 luglio scorso, una segnalazione all’Anac per “violazione degli obblighi di trasparenza nell’ambito della nomina degli amministratori della società a partecipazione pubblica”. Esplicito il riferimento al neo presidente Massimo Bergamini e a tutto il consiglio di amministrazione, in carica da fine luglio.
Insieme a Giacometto anche Anna Giuseppina Marolo, consigliera di opposizione a Brusasco, Emmanuele Serlenga, Renato Dutto, Andrea Sacchi, consiglieri di minoranza a Lauriano, Paola Moscoloni, Felicita Tosco e Vaniel Nervo, in consiglio a Verrua Savoia.
In buona sostanza è vero che il cda è stato votato in assemblea ma a scatola chiusa, dopo che, in camera caritatis il sindaco di Settimo e altri han deciso a chi sarebbero andate quelle seggiole. Una questione che, a margine della nomina, era già stata sollevata dal sindaco di Gassino, Paolo Cugini.“La gran parte dei sindaci appartenenti al Consorzio di Bacino 16 - dichiara Giacometto - è venuto a conoscenza delle candidature soltanto nella stessa giornata di venerdì 10 luglio. Nessun sindaco, amministratore locale o comune cittadino ha potuto visionare i curricula dei candidati, ai quali non è stata fornita alcuna evidenza pubblica né quante candidatura siano giunte”.
Ma non è tutto. “Non è dato sapere - continuano Giacometto e Co - né in che modo le candidature siano pervenute al comune di Settimo né se fossero stati fissati requisiti per presentarle. Nemmeno è stato possibile conoscere i criteri di selezione”. Una situazione che prefigura la seguente conclusione: “La procedura di nomina dei componenti del Consiglio di amministrazione di Seta si appalesa pertanto non conforme al principio di trasparenza individuato dalla legge”. Giacometto e Co, quindi, per il futuro, chiedono una partecipazione di tutti i comuni alla scelta dei vertici societari, accompagnata da una necessaria evidenza pubblica nelle candidature. “Abbiamo rilevato un problema di metodo, - passa e chiude il deputato- Seta, nella individuazione dei propri organi doveva attivare una procedura pubblica per verificare i curricula e le incompatibilità”.
Stesso discorso anche per l’estensore del documento, l’avvocato Emmanuele Serlenga. “Abbiamo notato - racconta - come lo statuto sia molto “Settimocentrico” e preveda procedure improntate alla poca trasparenza, per questo abbiamo sottoposto tutto all’Anac”.Dal canto suo, invece, la sindaca Elena Piastra, tirata in ballo dalla lettera, replica così alle accuse di “Settimocentrismo”.
“Seta è una società per azioni - commenta la prima cittadina settimese - e sulla governance decidono gli azionisti. In assemblea i nomi del cda e dei revisori sono stati presentati da alcuni azionisti e votati quasi all’unanimità. Nessun nome del cda è stato proposto da Settimo. Le proposte sono state fatte dai comuni di: Borgaro, Leinì e Chivasso. Settimo ha l’onere, richiesto dallo statuto e dalla convenzione, di fare una proposta all’assemblea di coordinamento che è autonoma. Mi stupisce un po’ che un parlamentare, in un momento così importante per l’azienda, che ha appena presentato il piano industriale per i prossimi 5 anni con particolare riguardo alle modalità di raccolta e dei servizi nelle nostre città, si inserisca in questioni di nomine che riguardano i comuni in quanto azionisti. Sono certa che ci sarà lo stesso interesse quando parleremo dei problemi dei servizi e ci aiuterà a superarli anche grazie al suo ruolo a Roma”.
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