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22 Luglio 2020 - 11:45
Il Consiglio di Stato, accogliendo il ricorso del Policlinico San Matteo di Pavia e di DiaSorin, ha sospeso gli effetti della sentenza con cui il Tar della Lombardia lo scorso 8 giugno aveva annullato l’accordo tra la multinazionale e lo stesso San Matteo sui test sierologici per la ricerca nel sangue degli anticorpi dopo un’infezione da Covid-19.
Il tribunale amministrativo lombardo aveva accolto il ricorso di TechnoGenetics, azienda di Lodi che opera nel campo dell’immunodiagnostica e che, dopo la sottoscrizione del contratto tra la multinazionale con sede a Saluggia e l’Irccs pavese, aveva lamentato un’alterazione della concorrenza. Il Consiglio di Stato ritiene “utile in vista della decisione nel merito della complessa controversia, acquisire, per il tramite del Ministero dell’Università e Ricerca scientifica (che ovviamente potrà avvalersi dell’apporto informativo degli Irccs), più ampi elementi conoscitivi circa le prassi operative seguite” dagli Istituti di Ricovero e Cura a carattere scientifico quale è il San Matteo di Pavia, nell’applicazione delle norme sulle modalità di ricerca e assistenza “con particolare riferimento alla provenienza (privata/pubblica) della proposta delle linee di ricerca attivate”. Pertanto è stato ordinato al direttore del Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca “la presentazione di una relazione informativa circa le prassi operative seguite”.
Il provvedimento si fonda anche sul fatto che, “alla luce del bilanciamento degli interessi, il pregiudizio che deriverebbe per la Fondazione San Matteo dall’esecuzione della sentenza e che getterebbe nell’incertezza “la perdurante validità delle linee di ricerca che l’Istituto sta conducendo (...) anche in ambiti attinenti alla diffusione epidemiologica in atto” che riguarda il Covid-19 sia maggiormente rilevante e pregnante sul piano cautelare, rispetto al mero interesse dell’originario ricorrente Technogenetics s.r.l. (non già a competere sull’attività di sperimentazione e ricerca messa a disposizione dall’Istituto), a tutelare porzioni di mercato acquisite nel settore in cui già opera con propri strumenti diagnostici brevettati”.
I magistrati di Palazzo Spada hanno anche sospeso la decisione del Tar della Lombardia di trasmettere gli atti alla Corte dei conti.
L’accordo, siglato lo scorso 23 marzo in piena emergenza Covid, prevedeva una royalty dell’1 per cento a favore dell’Irccs pavese per i test venduti da DiaSorin.
DiaSorin ha accolto la sentenza “con estrema soddisfazione”. “Si tratta di una decisione di fondamentale importanza che permette alle eccellenze italiane, pubbliche e private, di poter continuare a collaborare nella ricerca di soluzioni che possano aiutare a risolvere i problemi che il nostro Paese sta affrontando in questo momento di grande difficoltà” dichiara il gruppo in una nota. TechnoGenetics invece precisa che “il Consiglio di Stato non si è ancora definitivamente pronunciato sulla validità del contratto tra San Matteo e DiaSorin e ha sospeso la sentenza del Tar Lombardia 1006/2020, in attesa di approfondire le prassi applicative in materia di ricerca scientifica degli Ircss”.
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