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SETTIMO. "Il centro antiviolenza, Uscire dal Silenzio, sta ancora aspettando una sede"

SETTIMO. "Il centro antiviolenza, Uscire dal Silenzio, sta ancora aspettando una sede"
Nell’ultimo consiglio comunale, il parlamentino, è tornato a parlare della questione legata al centro antiviolenza settimese, Uscire dal Silenzio, che, da circa un anno, è in attesa di una nuova sede. Aver vinto, lo scorso anno, il bando regionale per Uscire dal Silenzio è stato importante, perché ha voluto dire avere maggiore disponibilità economica per alcuni servizi necessari come un sostegno psicologico, legale e concreto. Il passaggio, però, da associazione Onlus a Centro Antiviolenza non è stato così facile, perché il primo gradino da affrontare è possedere una sede, sia negli spazi sia nell’ubicazione, che possa essere adeguata ai servizi che si dovrebbero offrire. La sede attuale, infatti, risulta essere troppo piccola. La quesitone è stata sollevata in concomitanza con un’ordine del giorno presentato dalla consigliera di Italia Viva, Angela Schifino, che invitava l’amministrazione a porre una maggiore attenzione sul tema della violenza sulle donne. “È passato un anno dall’insediamento della nuova amministrazione - ha attaccato la consigliera di Sinistra Civica, Elena Ruzza (in foto) - e non si è trovata ancora la sede per il centro antiviolenza, se sono aumentate le vittime di violenza di ogni tipo è grave che ci sia il problema della sede. È un problema che non è considerato urgente? È grave che in una giunta con donne, come è normale che sia, questo problema non sia stato considerato tra le priorità da risolvere”. Sul tema, è intervenuta la consigliera del Pd, Katia Albanese. “Mi spiace - ha detto - per l’intervento della Ruzza, questa amministrazione non fa promesse ma agisce e fa quello che può. Conosciamo la situazione del centro antiviolenza, c’è anche un progetto che andrebbe a coinvolgere gli assessori con la delega alle pari opportunità dei comuni limitrofi. Sui casi di violenza, è vero, c’è stato un aumento: c’erano circa 10 casi prima della pandemia e 25 dopo la pandemia, i più diffusi sono lo stalking, prima nelle mura domestiche, oggi con i pedinamenti”. Sulla questione relativa alla sede, invece, l’assessore al sociale, Angelo Barbati, ha commentato così. “Stiamo lavorando per trovare la sede del centro antiviolenza, abbiamo avuto incontri con la Presidente di Uscire dal Silenzio, la settimana scorsa abbiamo visitato una sede che rispettava tutti i canoni previsti, siamo ai tempi tecnici per concludere il tutto”.
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