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SETTIMO. “Cassa integrazione? Impossibile che arrivi il 15 aprile”

Malgrado i proclami delle ultime settimane, il pagamento degli ammortizzatori sociali per migliaia di lavoratori non arriverà entro il 15 aprile. L’annuncio del premier Giuseppe Conte è stato di gran lunga più veloce della realtà dominata da sua maestà la Burocrazia. I consulenti del lavoro di tutta Italia hanno sottoscritto un documento, durante gli Stati Generali di mercoledì 1 aprile, in cui manifestano tutta la preoccupazione per questo nuovo ed imponente allarme sociale generato dal blocco delle aziende per l’emergenza coronavirus.

Il settimese Fabrizio Bontempo è il Presidente nazionale dei Giovani Consulenti del Lavoro, una categoria messa a dura prova dalla politica dei tweet e dei messaggi su Facebook. In ballo ci sono le domande di  cassa integrazione per migliaia di lavoratori. Un lavoro immane per chi sta tra l’incudine e il martello, tra le famiglie e gli enti pubblici come l’Inps. E poi c’è l’informazione che vola rapida sulla rete. Conte dice che il 15 ci saranno soldi per tutti e chi lo ascolta crede alle sue parole. Ma sarà davvero così? Fabrizio Bontempo ci dipinge un quadro molto diverso: “Noi consulenti del lavoro siamo costretti a seguire il normale iter di presentazione delle domande per la cassa integrazione in deroga che è di pertinenza della Regione Piemonte. - dice - E poi c’è l’Inps e le comunicazioni telematiche fatte dal portale nazionale dall’Istituto, inadeguato per accogliere un numero così elevato di domande. Il suo malfunzionamento è purtroppo storia nota a tutti.  E così noi siamo costretti a lavorare dalla mattina senza tregua sino all’una o alle due di notte per inviare le domande per le nostre aziende e per i loro lavoratori. Una cosa è certa: solo i lavoratori delle grandi aziende, le multinazionali o i colossi che hanno a disposizione liquidità, potranno vedere i loro stipendi pressoché immutati e puntuali proprio perché sono le aziende stesse a garantire per loro. Per gli altri, i tempi sono destinati ad allungarsi parecchio. Nessuno però considera quale momento storico stiamo vivendo: è follia andare in tv e dire che tutto sarà come se nulla fosse successo.

E noi Consulenti del Lavoro così come altre categorie professionali stiamo subendo in prima persona i tempi e le conseguenze di una burocrazia statale lunga, farraginosa e del tutto inadeguata”. L’iter si arena davanti al dubbio se la marca da bollo serve o meno, se la segreteria ha verificato l’effettiva correttezza della domanda, sulle decisioni della Corte dei Conti. E poi ci sono i sindacati che devono dare il loro assenso, in base alle condizioni dettate “Siamo sottoposti quotidianamente a queste procedure lente rese ancora più complesse dal lavoro a distanza, in un momento storico che avrebbe invece bisogno di procedure snelle - continua Bontempo - . Sembra che siamo noi quelli che non vogliamo procedere. Molti di noi sono stati minacciati, in alcuni casi persino aggrediti da cittadini esasperati dall’incertezza. La lentezza non solo mette in pericolo la nostra incolumità e crea tensione sociale ma impedisce a lavoratori e imprese di essere pagati nei tempi previsti. Sono questi i motivi  per i quali abbiamo chiesto di semplificare al massimo e in quest’ottica eliminare le procedure sindacali.  Non solo: sarebbe bene prevedere un piano straordinario di investimenti per far ripartire le piccole e medie imprese duramente colpite da questa emergenza. Se le aziende muoiono i lavoratori perdono il lavoro e non lo ritroveranno facilmente”. 

E’ un momento drammatico di cui si parla tanto dei dati trasmessi dagli ospedali d’Italia: giustamente, prima c’è la salute. Ma anche la paura di perdere il lavoro incide sul grado di benessere di centinaia di famiglie. Eppure, le banche non dovevano intervenire per dare certezze e liquidità? “Purtroppo, non tutte le banche sono convenzionate ed è sempre l’Inps che eroga il pagamento. I tempi sono troppo stretti, soprattutto in questo momento in cui si lavora principalmente da casa - conclude Fabrizio Bontempo -  Una cosa è certa: tanti lavoratori in cassa integrazione non prenderanno i soldi il 15 aprile. Noi siamo professionisti ma stiamo affrontando un’emergenza nazionale con strumenti vecchi, irrigiditi dalla burocrazia”. Nel documento sottoscritto nell’Assemblea in videoconferenza nazionale, i Consulenti del Lavoro chiedono al Governo di utilizzare le loro competenze professionali per far ripartire concretamente l’Italia con strumenti aggiornati. Adesso, è giunto il momento di farlo per curare anche la salute delle imprese italiane, il nostro fiore all’occhiello oltre ad essere il tessuto produttivo tra i più importanti del mondo.

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