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FAVRIA. Otto mezzi e due giorni di viaggio per tornare da Modena

Due giorni di viaggio dovendo cambiare otto mezzi e trascorrendo una notte a Milano. E’ stato questo il travagliato viaggio Modena - Favria compiuto la settimana scorsa dal consigliere comunale Francesco Manfredi.

Tutto è nato da un bellissimo evento al quale mi sono recato a Roma con un gruppo di amici che partivano, con pullman organizzato da Modena. Un sabato e una domenica bellissimi - racconta Manfredi -. Sono rientrato con loro a Modena la domenica sera e il lunedì ero pronto per partire in direzione Favria”.

Di buon mattino Manfredi si reca in stazione ed acquista un biglietto Modena - Torino, su tratta regionale, al costo di 25euro. Qui, il diretto per Milano arriva già con 45milanuti di ritardo su una tratta della durata di un’ora circa.

A Fidenza, però vien fatto scendere: “Qui prendo un secondo treno in direzione Piacenza. A Piacenza mi fanno scendere per la seconda volta e il capostazione ci dice che verremo portati alla stazione di Lodi da dove potremo continuare per Milano e che lì i treni ci sono”.

Un viaggio che viene stimato in un’ora e 45 minuti di cui una parte su gomma e una su rotaia.

I passeggeri vengono portati in bus fino a Lodi da dove partono, finalmente, in direzione Milano. “La direzione era finalmente quella giusta - commenta Manfredi -, peccato che il treno si sia fermato a Milano Rogoredo e non a Milano Centrale”. Da qui, così, gli tocca prendere la metropolitana. “La metro era deserta e le poche persone portavano tutte la mascherina”.

A Milano Centrale, un’amara scoperta: “Tutti i treni per Torino erano stati cancellati. I pochi rimasti avevano 300 minuti di ritardo. Capisco che non sarei arrivato a casa in serata . Vedo che anche tutti gli altri passeggeri diretti verso il capoluogo piemontese si sono rassegnati e ognuno cerca una soluzione per passare la notte”. Manfredi la passa a casa di amici che lo ospitano.

Sveglia alle 8 del mattino. La stazione Centrale è vuota: “C’era solo un capostazione. Decido così di acquistare un biglietto per un frecciarossa che mi riporti verso casa spendendo altri 35 euro. Viaggiando su un treno deserto, raggiungo Torino Porta Susa dove trovo una stazione completamente vuota nonostante siano le 11,30 del mattino”.

Da qui la Canavesana per Rivarolo e poi l’autobus per Favria: “Anche l’autobus era completamente vuoto”.

Del motivo di tanti disagi Manfredi ne sa poco: “Ci hanno detto che un operatore poteva essere stato colpito da virus e che quindi avevano deciso di sanificare tutti i treni della tratta. Ma poche informazioni strappate con le pinze. So solo che ho dovuto cambiare 8 mezzi per tornare a casa e spendere più del doppio del normale biglietto” commenta Manfredi.

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