Il mai generale Alberto Bombonato e il presidente della Fondazione Piero Gillardi
A leggere il comunicato della Fondazione dello Storico Carnevale viene la pelle d’oca. Si parla di “campagna social”, di “rumors”, di “disagio”, di “mancata conoscenza”, di “informazioni” non verificate. Insomma: tutto sbagliato. La questione, infatti, è un’altra. Ed è la “non” reazione della Fondazione di fronte alla denuncia di una ragazza e questa “sì” che è una notizia verificata e pure di interesse pubblico.
Perchè - come dicevamo sullo scorso numero del giornale - ci sono cose che si possono scrivere fino ad un certo punto ma ce ne sono altre che, invece debbono essere urlate a squarcia gola a cominciare dall’obbligo morale che c’è di gestire il Carnevale con il dovuto rispetto ai tanti soldi che si spendono, in gran parte soldi pubblici (qualcosa come 700 mila euro).
Cosa avrebbero dovuto fare il presidente della Fondazione Piero Gillardi di fronte ad una serie di inopportuni messaggi via whatsapp? Anche questo lo abbiamo già detto: chiamare i personaggi coinvolti. Verificare i racconti e, di fronte ad una conferma, chiedere al Generale di fare subito un passo indietro con una motivazione qualsiasi, non importa quale.
Solo così si sarebbe evitato il gossip e il danno d’immagine alla ragazza ma soprattutto al Carnevale.Solo così Gillardi avrebbe dimostrato di essere idoneo a gestire un ente e una manifestazione che proprio per l’investimentodi cui sopra è da considerarsi una cosa seria.
Niente di cui stupirsi.
Gillardi è fatto com’è fatto!
Basti a tutti entrare nel merito della battaglia tra ufficiali scatenatasi da due anni a questa parte e come non si sia fatto nulla per risolverla.
Un presidente che fa gli interessi della Fondazione avrebbe cercato in tutti i modi di bloccarla, Piero Gillardi no! Per certi versi l’ha addirittura acuita prendendosi gioco di una parte a vantaggio dell’altra.
Bene ricordargli che il suo predecessore Alberto Alma non aveva mai negato, per esempio a Vincenzo Ceratti, un posto nello Stato Maggiore.
E poi lo scandalo dell’ex Mugnaia Federica Ranieri “lasciata sola”, quello intorno all’incompatibilità del responsabile organizzativo Gianluca Actis Perino, infine sulla perdita in bilancio dello scorso anno accumulata per far festa il giovedì grasso e accontentare, tra gli altri, anche il figlio del sindaco.
Insomma siamo alla frutta.La speranza è che la politica questa volta si interroghi – e lo faccia seriamente –su che cos’è il Carnevale. Sui soldi totali che si spendono e non solo sul contributo. Sul significato della manifestazione e sui ritorni dell’investimento. Sulla cultura e sull’immagine. Sul cerimoniale e sulla storia.
Liborio La Mattina
IL COMUNICATO
Le voci insistenti di eventuali comportamenti inappropriati del Generale Alberto Bombonato nei confronti della Vivandiera Federica Di Matteo, causa delle dimissioni di quest’ultima, hanno creato all’interno della città di Ivrea un clima non sereno che rende insostenibile il proseguimento della campagna da parte del Generale. Si è pertanto deciso di avviare tutti gli atti formali necessari per procedere con la sostituzione del Generale Alberto Bombonato. A breve la Fondazione comunicherà ufficialmente anche il nome del nuovo Generale per l’edizione 2020.
La Fondazione in questa vicenda, ripresa anche dagli organi di stampa e alimentata da una massiccia campagna social, ha mantenuto e continuerà a mantenere una posizione coerente, distinguendo in modo chiaro le voci dai fatti. La Fondazione ha sempre condannato ogni forma di violenza ed è pronta ad assumere provvedimenti, quando fosse necessario, a tutela del nostro Carnevale e delle figure storiche che ne sono protagoniste. Fino ad oggi l’unico fatto certo emerso è un disagio che ha spinto Federica Di Matteo a rassegnare le dimissioni. I rumors hanno però arrecato un danno non solo alle persone coinvolte, ma anche alle figure che esse stesse rappresentano all’interno del Carnevale e alla manifestazione nel suo insieme, che la Fondazione ha il compito primario di salvaguardare. La mancata conoscenza dei fatti reali ha portato alla diffusione di informazioni non verificate e a titoli di giornale al limite della diffamazione. Proprio per questo si è deciso di avviare tutti gli atti formali necessari per procedere con la sostituzione del Generale Alberto Bombonato, al fine consentirgli di difendersi nelle forme e nelle sedi che riterrà più opportune. Il nostro Carnevale, valorizzando come eroina la figura della Mugnaia che si ribella alle angherie del tiranno, è stato precursore di temi così delicati come quelli rappresentati con coraggio oggi dal movimento #metoo in tutto il mondo e da Violetta La forza delle donne a Ivrea. La Fondazione continuerà a sostenere queste battaglie e a difendere quei valori in cui tutti ci riconosciamo. La Fondazione si rammarica di come il fango e i gossip di questi giorni abbiano arrecato un danno a tutti e si augura che si possa presto tornare a parlare esclusivamente di Carnevale.
La Fondazione dello storico Carnevale
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