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IVREA. “Una storia architettata ad arte per farmi fuori”

IVREA. “Una storia architettata ad arte per farmi fuori”

Alberto Bombonato, generale 2020

Lo ha saputo ufficialmente alle 13 di martedì scorso, ma in realtà che la sua testa fosse saltata era già scritto  su La Stampa, La Repubblica, La Voce, il Corriere della Sera, Qn, Il Messaggero. Era già scritto ovunque e lo avevano più o meno preannunciato anche tutte le Tv, quasi a reti unificate, Rai Uno, Rai Due, Rai Tre, Italia Uno, Canale Cinque, La Sette e Retequattro. Fino a quel momento? Tranquillo come un puciu, nonostante il gran chiacchiericcio scatenatosi intorno a lui ormai da giorni. Insomma per Alberto Bombonato non c’è mai stato  nulla di cui preoccuparsi. “Si sta montando un caso sul nulla - diceva a tutti - Nessuna molestia. L’ho solo invitata a prendere un caffè. Niente di grave. Frasi scambiate tra due persone adulte”. E poco importa se tra quei messaggi ci fosse anche l’invito ad andare a letto con lui (“Stavo scherzando - raccontava - ho messo anche le faccine e gli smile al fondo del messaggio. Giuro: non ho fatto niente! Niente di molesto. Le foto? Quella di un cavallo del quale Federica mi aveva chiesto informazioni.... La verità verrà fuori...!”). Sarà. Lo dice lui, lo ascolteranno i magistrati eporediesi e magari il giudice Elena Stoppini gli darà ragione.... Per intanto lui si ritiene il “danneggiato”, non foss’altro che per i tanti soldi già spesi per un vestito (che peraltro non c’entrava un cavolo con la tradizione) per le foto, per i ricevimenti e per le cene. Su La Stampa parla di una  “storia   architettata ad hoc” per non fargli fare il Generale. E poco importa se una donne gli aveva detto “No”, “No” e poi ancora “No”. 
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