AGGIORNAMENTI
Cerca
31 Gennaio 2020 - 23:00
E’ finito nei guai per non pagare il pranzo e per avere chiesto pure soldi in cambio del silenzio. Una estorsione sui generis quella che sarebbe stata commessa dall’ex pentito di mafia Vincenzo Calcara, 63 anni, originario di Castelvetrano e residente un comune del Canavese da oltre dieci anni.
Lo scorso fine settimana, l’ex collaboratore di giustizia - balzato agli onori della cronaca nei primi anni Novanta perchè raccontò di essere stato incaricato di uccidere con un fucile Paolo Borsellino - è stato protagonista di una rocambolesca vicenda. Sarebbe accusato di una estorsione compiuta con un complice 24enne. Prima avrebbe filmato col cellulare un topo che entrava dentro il dehor di un ristorante.
Poi, dopo alcuni minuti, insieme al suo complice, si è presentato dal titolare e avrebbe chiesto un pranzo gratis in cambio della distruzione del video. Il gestore li ha invitati a tornare l’indomani. E loro, a pranzo, si sono presentati: hanno mangiato e alla fine hanno chiesto pure una mazzetta. Il giovane ha messo in una busta 150 euro che però non sono bastati. A quel punto è intervenuto lo zio del giovane, socio del ristorante, che ha chiamato la polizia che li avrebbe trovati con in mano la busta con i soldi.
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.