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CANAVESE. Guai a Genova il pentito di mafia Vincenzo Calcara

E’ finito nei guai per non pagare il pranzo e per avere chiesto pure soldi in cambio del silenzio. Una estorsione sui generis quella che sarebbe stata commessa dall’ex pentito di mafia Vincenzo Calcara, 63 anni, originario di Castelvetrano e residente un comune del Canavese da oltre dieci anni.

Lo scorso fine settimana, l’ex collaboratore di giustizia - balzato agli onori della cronaca nei primi anni Novanta perchè raccontò di essere stato incaricato di uccidere con un fucile Paolo Borsellino - è stato protagonista di una rocambolesca vicenda. Sarebbe accusato di una estorsione compiuta con un complice 24enne. Prima avrebbe filmato col cellulare un topo che entrava dentro il dehor di un ristorante.

Poi, dopo alcuni minuti, insieme al suo complice, si è presentato dal titolare e avrebbe chiesto un pranzo gratis in cambio della distruzione del video. Il gestore li ha invitati a tornare l’indomani. E loro, a pranzo, si sono presentati: hanno mangiato e alla fine hanno chiesto pure una mazzetta. Il giovane ha messo in una busta 150 euro che però non sono bastati. A quel punto è intervenuto lo zio del giovane, socio del ristorante, che ha chiamato la polizia che li avrebbe trovati con in mano la busta con i soldi.

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