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22 Gennaio 2020 - 11:24
Il tribunale di Ivrea
Si possono scontare sei mesi e mezzo di pena e rischiare una condanna, per evasione, ad un altro anno di carcere?
Evidemente sì, se è questo a cui rischia di andare incontro Carmine Toscano, 47 anni, di Pavone Canavese.
L’uomo, difeso dall’avvocato Celere Spaziante del foro di Ivrea, è a processo per una presunta evasione. Il 27 ottobre 2016, mentre stava finendo di scontare ai domiciliari i suoi sei mesi e 14 giorni per un precedente reato, durante un controllo dei carabinieri, Toscano non sarebbe stato trovato a casa.
“C’ero”, assicura lui. “Non c’era”, sostengono gli uomini dell’Arma che hanno redatto il verbale dopo il controllo presso la sua abitazione.
Alle 5.20 del mattino, dopo aver citofonato insistentemente al campanello del domicilio di Toscano, e dopo non aver ricevuto risposta, i carabinieri del nucleo radiomobile di Ivrea se ne sono andati. Inutile anche provare a contattare la moglie: per lui è scattata la segnalazione di evasione.
“Non ho sentito, perché stavo dormendo al piano superiore - si è difeso Toscano davanti al giudice Anna Mascolo -. Non ho mai abbandonato la mia dimora, tant’è che usufruivo anche di permessi speciali per accompagnare mio figlio a calcio. A quell’ora semplicemente dormivo: la mia camera da letto è al piano superiore di casa e non ho sentito...”.
Al termine dell’udienza di venerdì scorso, il pubblico ministero Micaela Bedognè ha chiesto una condanna ad un anno di reclusione.
Una pena “eccessiva” per l’avvocato Celere Spaziante, che al contrario ha chiesto l’assoluzione del suo assistito per non aver commesso il fatto.
“Non c’è prova di evasione - ha concluso Spaziante -. È possibile che il mio assistito non abbia sentito il citofono. Non staremo a compiere lo stesso discorso se ciò fosse avvenuto alle 17, nel pomeriggio. Ha sbagliato, ha già pagato, ma richiedere un anno di carcere è eccessivo”.
La sentenza del giudice arriverà venerdì 24 gennaio, alle 9.
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