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26 Novembre 2019 - 15:11
Sembrava finita e invece no.
La palla, ora, passa nelle mani di Antonella Putrino, il revisore dei conti del consorzio socio assistenziale della collina, il Cisa.
Stiamo parlando del consorzio socio assitenziale (CISA) che mette insieme i comuni di San Mauro, Castiglione, Gassino, Sciolze, Cinzano, San Raffaele Cimena e Rivalba.
Tutto è partito a fine agosto quando è scaduto il bando per la selezione di un nuovo direttore per il Cisa.
Il Direttore, nell’ambito dell’assetto organizzativo dell’Ente, deve assicurare la propria presenza in servizio ed organizzare il proprio tempo lavoro, correlandoli in modo flessibile alle esigenze dell’Ente ed all’espletamento dell’incarico affidato alla sua responsabilità, in relazione agli obiettivi ed ai programmi da realizzare.
Così, completata la procedura burocratica, la nuovs direttrice, Daniela Calderone, è entrata in carica dal 1 ottobre.
Ma non è tutto. Il consiglio di amministrazione del Cisa, presieduto da Maria Grazia Alfarano, il 26 Settembre, ha deliberato un’indennità ad personam di 25 mila euro per il direttore uscente, Antonio Russo.
Una sorta di “buonuscita” conferita per meriti “straordinari”.
Lo stesso giorno, poi, il Cda delibera anche la collaborazione gratuita di Russo fino a gennaio 2020, al fianco della nuova direttrice.
Perchè il Cda ha scelto di concedere 25 mila euro? Perchè non 20 mila? 30 mila? 5 mila?
Guarda caso, i 25 mila euro (all’incirca), sono la somma che Russo avrebbe percepito da qui a fine anno nel caso avesse continuato a lavorare per tutto il 2019, come previsto in principio. Ma questa, è solo un’ipotesi che facemmo a suo tempo.
Ora, l’attenzione del revisore dei conti dell’ente si dovrebbe concentrare proprio su questa “indennità ad personam”. Si poteva elargire? È da cancellare? Si? No? La cifra come è stata decisa? È stata decisa prima della fine dell’incarico o solo a ridosso del pensionamento? Tutte domande a cui il revisore dei conti dovrà dare una risposta e capire se tutto sia stato fatto secondo la legge.
Anche perchè, da quel che è dato sapere, il consiglio di amministrazione non aveva fatto parola neanche con il revisore contabile (come con i sindaci) dell’indennità elargita all’ex direttore Russo.
E non parliamo di una figura di “arredo”. Sul sito del consorzio, infatti, i compiti del revisore vengono così illustrati.
“Il Revisore, - si legge - nell’esercizio della funzione di controllo e di vigilanza sulla regolarità contabile, fiscale e finanziaria della gestione del Consorzio, ha diritto di accesso agli atti e documenti del Consorzio ed ai relativi uffici e può partecipare alle sedute dell’Assemblea e, ove richiesto, del Consiglio di Amministrazione. Il Revisore collabora con l’Assemblea fornendo elementi conoscitivi, dati contabili, stime finanziarie ed economiche, valutazioni preventive e consuntive di efficienza ed efficacia dell’attività del Consorzio nel perseguire gli scopi consortili. Il Revisore risponde della veridicità delle attestazioni ed adempie ai suoi doveri con la diligenza del mandatario. Deve inoltre conservare la riservatezza sui fatti e documenti di cui ha conoscenza per ragione del suo ufficio”.
Non è escluso, infine, che il professionista non verifiche anche l’effettiva esistenza dei requisiti minimi per la nuova direttrice Daniela Calderone. Requisiti più volte messi in dubbio e sui quali non sono mai arrivate conferme precise e documentate.
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