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GASSINO. “Cugini vuole portarci fuori dal Cisa?”

GASSINO. “Cugini vuole portarci fuori dal Cisa?”

Le questioni legate al Cisa continuano a far discutere la politica gassinese.

Ormai sono settimane che raccontiamo la procedura che ha portato alla nomina della nuova direttrice  del Cisa,  Daniela Calderone.

Stiamo parlando del consorzio socio assitenziale (CISA) che mette insieme i comuni di San Mauro, Castiglione, Gassino, Sciolze, Cinzano, San Raffaele Cimena e Rivalba.

Un procedimento criticato da alcuni e finito sotto la lente di ingrandimento.

Tra tutti, il sindaco di Gassino, Paolo Cugini, si è distinto per le sue critiche e appunti alla procedura.

Lo stesso sindaco, nell’ultimo consiglio comunale, ha confermato tutti i suoi dubbi.

Quanto ad eventuali - ha detto Cugini la scorsa settimana - profili di “irregolarità o di illegittimità” richiamati nella Interpellanza presentata dalla Lista “Contran Sindaco”, ci riserviamo di approfondire. In estrema sintesi, il Sindaco si è limitato a richiamare quanto votato e deliberato dall’Assemblea Consortile. Ribadiamo che questa Amministrazione ha sempre avuto come obiettivo l’interesse dei cittadini, muovendosi in maniera compatta e condividendo le scelte di fondo”.

Ed è proprio su questo atteggiamento che il capogruppo della Lega, Attilio Contran, critica il primo cittadino Cugini.

Io questo atteggiamento - attacca il consigliere di minoranza - non riesco a capirlo, mi hanno detto che in consiglio comunale Cugini ha mantenuto di nuovo gli stessi toni e mi sembra una cosa assurda”.

Il consigliere Contran, poi, solleva lo spettro della possibile uscita di Gassino dal Consorzio socio assistenziale della collina.

Non capisco - prosegue Contran - se l’obiettivo del sindaco sia quello di uscire dal consorzio. Che facciamo? Ci riprendiamo i servizi del sociale? Li gestiamo noi? Il comune puo’ farlo? Davvero? Mi sembra strano”.

Eppure, lo statuto del Cisa prevede proprio la possibilità di uscire.

A quel punto, Gassino, potrebbe guardare ai consorzi del chivassese e chierese.

Ma ci rendiamo conto? - attacca Contran - oggi abbiamo la sede del Cisa a Gassino e invece corriamo il rischio di finire a Chieri o a Chivasso. Per altro parliamo di consorzi dove la nostra città conterebbe molto meno rispetto al peso che ha all’interno del Cisa”.

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