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GASSINO. E se la nomina della direttrice del Cisa fosse illegittima...?

GASSINO. E se la nomina della direttrice del Cisa fosse illegittima...?

Ormai sono settimane che raccontiamo la procedura che ha portato alla nomina della nuova direttrice del Cisa, Daniela Calderone.

Stiamo parlando del consorzio socio assitenziale (CISA) che mette insieme i comuni di San Mauro, Castiglione, Gassino, Sciolze, Cinzano, San Raffaele Cimena e Rivalba.

Un procedimento criticato da alcuni e finito sotto la lente di ingrandimento.

Tanto per cambiare, in questi giorni, emergono nuovi dettagli che mettono nuovamente a rischio la nomina della direttrice.

Il punto, anche in questo caso, non è legato alle capacità o alle non capacità della nuova direttrice. Questa volta il tema è la legittimità della procedura.

Andiamo con ordine. La Calderone è stata nominata tramite un avviso pubblico e quindi incaricata ai sensi dell’articolo 110 del d.lgs 267/2000 e e dell’articolo 19, comma 6, del d.lgs 165/2001.

Fin qui siamo all’aramaico. Per capire qualcosa dobbiamo leggere l’articolo 19 comma 6, che spiega i requisiti che devono avere i dirigenti assunti a contratto presso gli enti locali.

“Tali incarichi - si legge nella legge - sono conferiti, fornendone esplicita motivazione, a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale, non rinvenibile nei ruoli dell’Amministrazione, che abbiano svolto attività in organismi ed enti pubblici o privati ovvero aziende pubbliche o private con esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali, o che abbiano conseguito una particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e postuniversitaria, da pubblicazioni scientifiche e da concrete esperienze di lavoro maturate per almeno un quinquennio, anche presso amministrazioni statali, ivi comprese quelle che conferiscono gli incarichi, in posizioni funzionali previste per l’accesso alla dirigenza, o che provengano dai settori della ricerca, della docenza universitaria, delle magistrature e dei ruoli degli avvocati e procuratori dello Stato”.

Insomma, in poche parole, per essere nominati bisogna essere o una personalità super eccellente nel campo (del sociale in questo caso) o aver fatto il dirigente nei 5 anni precedenti. Meglio se entrambi.

Ebbene, la nuova direttrice, Daniela Calderone, leggendo il suo curriculum (caricato sul sito del Cisa) sembra non rispondere ai dettami previsti dalla legge. La nomina, quindi, sarebbe illegittima.

Il testo normativo, come detto, prevede un’alta specializzazione universitaria ma la Calderone ha “solo” una laurea breve in “Servizio Sociale”. Accanto alla specializzazione è fondamentale, poi, avere anche un’esperienza di 5 anni in funzioni dirigenziali. Ebbene, la Calderone, è dirigente all’interno del Cisa solo dal gennaio 2016, 3 anni e mezzo. Molto meno, quindi, rispetto a quanto previsto dalla legge.

Stando, insomma, al testo unico degli enti locali, la nomina potrebbe anche decadere. Resta da capire, poi, come un’intera struttura burocratica e amministrativa abbia potuto approvare tutto questo senza porre alcun dubbio.

La “Buonuscita” dell’ex direttore di Antonio Russo arriva in procura?

La settimana scorsa, avevamo anche parlato dell’indennità ad personam elargita all’ex direttore Russo. Il consiglio di amministrazione del Cisa, presieduto da Maria Grazia Alfarano, il 26 Settembre, ha deliberato un’indennità ad personam di 25 mila euro per il direttore uscente, Antonio Russo. Una sorta di “buonuscita” conferita per meriti “straordinari”.

Tutto bene, insomma, peccato che la maggior parte dei sindaci non ne sapesse nulla, come racconta il primo cittadino di San Mauro, Marco Bongiovanni, sindaco della città più grande del consorzio.

Chiederemo spiegazioni - racconta Bongiovanni - io non ne sapevo niente, non ci hanno detto niente. Il consiglio di amministrazione puo’ agire in autonomia, ci mancherebbe, ma quando si parla di certe cifre forse sarebbe il caso di parlarne tutti insieme. Con quei 25 mila euro ci assumiamo una persona”.

Dubbi e peprlessità condivise anche dall’ex consigliere di Castiglione, Antonio Serlenga.

La delibera sulla buonuscita e l’intera procedura di selezione - racconta Serlenga - le manderò alla corte dei conti e alla procura, sono indignato. Si tratta di un consorzio che dovrebbe occuparsi di povertà e invece finisce per essere un contenitore autoreferenziale. Se c’è un sindaco che vuole darmi una mano io sono qui”.

L’ex assessore gassinese, Elena Chinaglia, chiede un dibattto pubblico sul tema.

In queste settimane - spiega - si è scatenato un ampio dibattito, non senza polemiche, intorno alla nomina del nuovo direttore del CISA, Daniela Calderone, che prende il posto di Antonio Russo, andato in pensione. Il Consiglio di Amministrazione del CISA dovrà essere rinnovato nel gennaio 2020 e dovrà procedere alla nomina del Direttore, confermando o sostituendo l’attuale figura. Purtroppo spesse volte queste nomine vengono effettuate di fretta, senza il necessario approfondimento. Visto che ora il tempo per procedere come si deve c’è, questo appuntamento deve essere condotto dalle amministrazioni con modalità che permettano alla cittadinanza di essere informata. Ci pare quindi opportuno che nei comuni serviti dal consorzio socioassistenziale vengano convocati, come primo passo, dei Consigli comunali aperti sul tema, come previsto dai regolamenti della partecipazione”.

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