Siamo andati avanti settimane, mesi, per non dire anni a parlare di liberalizzazione dei caselli autostradali di Ivrea, Quincinetto, Albiano e Scarmagno per liberarci di pm10, traffico, inquinamento dell’aria in generale. E adesso? Adesso che tutto è finito a carte quarantotto? Manco a dirlo neanche uno che dica bah, beh, boh o “porca miseria piove governo ladro”...
Eppure la notizia, pubblicata sullo scorso numero del giornale non dava spazio a libere interpretazioni e diceva più o meno così:il ministero dei Trasporti ha pubblicato il bando, previsto per fine anno, per il rinnovo delle concessioni autostradali in Piemonte.
E in ballo c’era - e manco a dirlo ancora c’è - la concessione di Ativa per la tangenziale di Torino e la Torino Aosta, cioè proprio il punto di partenza per eliminare anche solo un guard rail dall’autostrada.
E ritorna alla mente il gran chiasso di inizio anno orchestrato dai ciquestelle e conclusosi con una petizione.“Non pretendiamo - dicevano - che la liberalizzazione risolva tutti i problemi di Ivrea ma, essendo una soluzione a costo praticamente zero, senza impatti ambientali e realizzabile in pochissimo tempo, vogliamo provarci con determinazione ...”. E secondo i cinquestelle “l’impatto sulla diminuzione delle polveri sottili nell’aria cittadina sarebbe stato notevole, con una netta contrazione, se non un azzeramento, del numero di sforamenti dei limiti di legge di Pm10 nell’aria....”. “In sostanza - concludevano - una tangenziale di questo genere permetterebbe di alleggerire il traffico ad Ivrea ed abbattere l’inquinamento...”.
Bene! Bravi! Bis!
S’aggiunse una mozione approvata in consiglio comuale con tanto di impegno del sindaco Stefano Sertoli a fare, dire, lavorare e combattere. Poveri illusi. Come prevedibile non s’è mosso di un millimetro, impegnato com’era a lavorare con la senatrice Virginia Tiraboschi a tirar su “Ico Valley” in salsa canavesano e contattar la banda per la posa della targhettina Unesco.
Insomma, da un orecchio è entrata e dall’altra è uscita, s’intende la mozione.
Tant’è! Prendere o lasciare...
Che fosse già stato tutto deciso, nel solco di quelle che erano state le decisioni prese ai tempi del Ministro Graziano Delrio, Pd, era a dire il vero abbastanza chiaro, fin dal momento in cui lo scorso 12 luglio a Montecitorio il sottosegretario alle infrastrutture e ai trasporti Michele Dell’Orco chiamato a rispondere ad una interpellanza urgente dell’onorevole Federico Fornaro (Leu), aveva annuciato che erano già pronti gli schemi di gara e le linee guida,forniti dall’Art (Autorità di regolazione dei trasporti) che ha sede al Lingotto di Torino.
Il bando
E si prevede il raggruppamento e l’assegnazione ad un unico ente gestore dell’A5 Torino-Quincinetto con la Ivrea-Santhià, la Torino Pinerolo e la Alessandria Piacenza.
“Un unico affidamento e un sistema tariffario congiunto per sfruttare meglio le economie di scala...” aveva sentenziato Michele dell’Orco.
Tra gli obblighi del nuovo concessionario, oltre ad un piano finanziario della durata di 12 anni e il pagamento di 305 milioni di euro per subentrare agli attuali concessionari (171 milioni per Ativa e 134 e per Satap), un piano di investimenti pari a 900 milioni riferibile al nodo idraulico di Ivrea, all’adeguamento sismico di tutti i cavalcavia e dei sovrappassi e al risanamento acustico. Si aggiungono altri 685 milioni per la manutenzione ordinaria, più l’obbligo di mantenimento di tutto il personale, un nuovo sistema tariffario e tutt’intorno a Torino anche un nuovo sistema di pagamento attraverso il Free-flow Multilane con eliminazione dei caselli della Falchera, di Bruere, Settimo Tangenziale, Beinasco, Trofarello e Vad. Insomma dell’eliminazione dei caselli sulla To5 per trasformare un pezzo di autostrada in circonvallazione di Ivrea, proprio non c’è traccia.
E Città metropolitana?
Contro l’ipotesi della gestione unificata del sistema tangenziale di Torino con l’autostrada Torino-Piacenza il 19 dicembre 2017 il consiglio metropolitano di Torino aveva approvato un ordine del giorno sottolineando l’impossibilità di candidarsi, come gestore qualificato della conduzione di 3.000 chilometri di strade, in quanto non potrebbe giustificarsi il coinvolgimento dell’ente nella gestione di un sistema viario insistente in prevalenza al di fuori del territorio di competenza.
Si era chiesto perciò al Governo di mantenere autonoma e separata la concessione per la gestione del sistema tangenziale di Torino (la diramazione autostradale Torino-Pinerolo, l’asse autostradale di Moncalieri di Torino, l’autostrada A5 Torino-Ivrea-Quincinetto, il raccordo A5/SS 11, la bretella di collegamento A4/A5 Ivrea-Santhià), prospettando un accorpamento con altro asse autostradale insistente esclusivamente sul territorio metropolitano (Autostrada A32 Torino-Bardonecchia), quindi di affidare la gestione del sistema tangenziale autostradale di Torino alla città metropolitana di Torino o a una propria società in house. L’ex Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Delrio, aveva però espresso parere negativo alla proposta della Città metropolitana di Torino mentre il successore Toninelli su tale richiesta non ha ancora detto alcunché.
La nascita di Ativa
Con deliberazione del consiglio provinciale n. 6-5569 del 22 maggio 1954 la provincia di Torino approvava la costituzione di Ativa s.p.a., Autostrada Torino-Ivrea Valle d’Aosta s.p.a., poi avvenuta il 2 agosto del 1954.
Nella società, con prevalente capitale pubblico, avente come scopo quello di costruire e gestire la tangenziale autostradale di Torino, la Provincia deteneva il 50 per cento del capitale sociale, e partecipavano anche il comune di Torino ed altri soggetti. Realizzata l’infrastruttura, la Attiva s.p.a. è stata interessata dal processo di privatizzazione con la cessione della quota detenuta dal comune di Torino e la riduzione di quella della provincia di Torino. Oggi la maggioranza azionaria è della Società Iniziative Autostradali e Servizi - SIAS s.p.a. (cioè del Gruppo Gavio) e della Mattioda Autostrade s.p.a.. La società ha la gestione delle autostrade Torino-Ivrea-Valle d’Aosta, Ivrea-Santhià e Sistema Autostradale Tangenziale di Torino e della diramazione autostradale Torino-Pinerolo.
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