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05 Luglio 2019 - 10:43
CAPOGRUPPO PD Roberta Cadoni al suo primo intervento in Consiglio
È un inizio scoppiettante. Così, nel primo consiglio comunale della nuova amministrazione capita anche che si litighi, addirittura, per l’orario delle future commissioni consiliari. Al centro della discussione c’è la scelta della sindaca Elena Piastra: le commissioni non saranno più due ma diventeranno e tre (Sanità, Bilancio, Territorio) e cambieranno orario, le sedute non saranno più alle 14 ma alle 17,30. L’obiettivo è duplice: incentivare la partecipazione dei consiglieri con un orario più semplice (alle 17,30 tanti hanno già smesso di lavorare) e risparmiare sui permessi, il rimborso che il comune deve pagare alle aziende quando un lavoratore si assenta dalla sua mansione per partecipare alle commissioni. Tra gennaio e maggio 2019 parliamo di una cifra intorno ai 16 mila euro. Tutto bene? Macché, il primo a puntare il dito contro l’amministrazione è stato l’ex primo cittadino Fabrizio Puppo. “Questa proposta non è stata discussa da nessuna parte, chi l’ha decisa? Non c’è stata una capigruppo, una riunione, nulla. È il sindaco che decide quale possa essere l’orario più comodo per le commissioni senza chiedere nulla a nessuno. Dovevate chiedere ai consiglieri”. Anche la capogruppo di Insieme per Settimo, Rosa Catenaccio, attacca duramente. “Non far partecipare la minoranza a questo tipo di scelte non mi sembra molto democratico. Poi: si fa una commissione in più per cosa? Per dare un posto a qualcuno?”. Chiaro il riferimento ad Umberto Salvi, il più votato del PD, rimasto fuori dalla giunta e in pole position per la presidenza della commissione Sanità. Ironico, infine, il capogruppo dei 5 Stelle, Massimo Del Vago, per lui lo spostamento di orari non necessariamente porterà ad un risparmio sui permessi. “Ma di quali somme parliamo? Alle commissioni non veniva quasi masi nessuno, lo vorrò vedere questo grande risparmio”. Il regolamento, inoltre, prevede che i consiglieri abbiano la possibilità di iscriversi a due commissioni su tre e ricevere gettoni di presenza e agevolazioni solo per quelle due. Chi, come i gruppi con un unico consigliere, dovesse partecipare a tutte e tre le commissioni con la stessa persone percepirà il gettone solo da due commissioni. “Come viene tutelato - ha chiesto Antonio Borrini, consigliere della Lega - un consigliere che fa il lavoratore dipendente, se nella terza commissione non puo’ chiedere permessi? E poi: chi decide gli orari delle commissioni?”.
Attacchi a cui la prima cittadina Elena Piastra ha così risposto. “Mi stupisce questo interesse per la democraticità e la partecipazione alle commissioni, nel precedente mandato questa sensibilità non c’è mai stata. Questa è una scelta che porta ad un risparmio importante. Il discorso è il medesimo anche per le giunte, una su due viene fatta fuori dall’orario di lavoro proprio per non richiedere i permessi”.
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