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24 Gennaio 2019 - 12:12
Grande folla per la commissione sull’antenna che dovrebbe sorgere in Pragranda.
Quel traliccio per la telefonia mobile in zona Pragranda, loro proprio non lo vogliono. Così i residenti del quartiere (presenti in commissione) nell’ultimo anno e mezzo hanno raccolto più di tremila firme per dire “No” alla costruzione dell’antenna. Nel mirino c’è la realizzazione di un traliccio alto 36 metri tra via Borsellino e via Pescarico, dietro al quale ci sarebbero gli interessi di tre compagnie telefoniche. Un progetto che in Pragranda è stato bocciato, in toto, dal comitato spontaneo di cittadini. Mamme, papà, bambini, nel corso dei mesi, sono scesi a manifestare pacificamente al parco chiedendo lo spostamento in un luogo più idoneo. In zona, infatti, ci sono numerosi palazzi, una scuola media, un Asl e un asilo nido. Nonostante le proteste, però, il comune non sembra essere stato in grado, per il momento, di trovare una via legale per stoppare l’installazione dell’antenna che, a meno di stravolgimenti, dovrebbe vedere la luce proprio in Pragranda. L’unica speranza è quella del blocco in autotutela. Il comune ha tempo fino al 10 febbraio per mettere in atto un’azione simile.
“C’era l’ipotesi del possibile danno sanitario - ha detto il sindaco Marco Bongiovanni - ma con il nuovo piano antenne questo rischio è decaduto. Caisco il disagio dei cittadini ma non credo ci siano strade. Il comitato mi dice di agire in autotutela, su consiglio del loro avvocato, ma, il legale del comune, ci dice che non ci sono gli estremi per portare a termine un’azione simile. So che l’avvocato del comitato dice una cosa diversa. A questo punto chiederò un altro parere legale, il terzo. Io, per come stanno le cose oggi, non me la sento di fare ricorso”.
Il tutto, in un tempo molto ristretto, i tempi per presentare ricorso, infatti, scadranno agli inizi di febbraio. Proprio per questo, il consiglio della minoranza è quello di decidere per l’autotutela nel più breve tempo possibile.
“Che rischio corre il comune con un’azione simile - ha detto il consigliere Ugo Dallolio - se parliamo solo di una questione amministrativa tanto vale rischiare e seguire l’indicazione dell’avvocato del comitato. Mal che vada perdiamo e l’antenna la fanno comunque, cosa cambia”. Critico il consigliere dei Due Ponti, Roberto Olivero. “Mi lascia perplesso che il sindaco dica che non se la sente. Prima ci ha raccontato che non sussistono condizioni per bloccare l’antenna, poi che cerca un altro parere legale. Se non ci sono le condizioni lo dica e mettiamoci l’anima in pace una volta per tutte. Il fatto, poi, che le emissioni non creino problemi non lo sappiamo per certo, non lo sa nessuno. Io credo che ormai i tempi siano troppo stretti, abbiamo aspettato un mese intero senza fare niente di niente. Il comune vuole stare vicino a questi cittadini? Si o no? Lo dica”.
Sul tema è intervenuto anche il consigliere di maggioranza, dei 5 stelle, Mauro De Girolamo.
“Sicuramente la scelta più semplice è quella di seguire l’indicazione dei cittadini ma il sindaco deve tutelare tutta la città, 20 mila abitanti, non una parte”.
Il comune, dal canto suo, è lavoro per la realizzazione di un nuovo regolamento per la mappatura delle antenne presenti in città e di quelle che potranno essere installate in futuro (il regolamento attuale è datato 2006).
È bene dire, infine, come sia l’azienda che l’Arpa (l’ente regionale per la protezione ambientale) avessero rassicurato il comune in merito alla non pericolosità di strumentazioni simili.
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