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PAVONE. Arriva la sfiducia a Perenchio. "Era inevitabile"

PAVONE. Arriva la sfiducia a Perenchio. "Era inevitabile"

Il Sindaco Alessandro Perenchio

Se non lo avessero anticipato, Alessandro Perenchio avrebbe fatto la stessa identica cosa domani, mercoledì 18 luglio, durante la seduta del Consiglio comunale. Avrebbe definitivamente messo fine ai continui litigi all’interno della maggioranza revocando le deleghe ai consiglieri che da tre anni buoni gli stanno dando filo da torcere, il vice sindaco Gianfranco Gobetto, l’assessore alla cultura ed alle politiche sociali Irene Ferrero ed i consiglieri Roberto Paonessa ed Andrea Ceccarelli, del gruppo “Nuove Energie”

Perchè lasciare incarichi, anche importanti, a persone che per tutto questo tempo non hanno fatto nulla di concreto per il paese se non polemizzare?”, ha detto Alessandro Perenchio prendendo la sua decisione.

Eppure loro sono arrivati prima di lui.  Giovedì mattina, infatti,

i quattro amministratori hanno presentato una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco, chiedendone, di fatto, le sue dimissioni.

Alla loro firma si è aggiunta anche quella del consigliere di minoranza Mariano Di Nunno.

Per la presentazione della mozione serviva ancora una firma - spiega il capogruppo della minoranza Giuseppe Andriolo -. Quindi nonostante le motivazioni siano riconducibili a problemi interni alla maggioranza abbiamo appoggiato questa decisione. Quello che possiamo dire è che siamo rimasti molto stupiti riguardo alla posizione assunta dal sindaco in questi anni. Ha cercato di andare avanti forzando, pur sapendo di non avere più una maggioranza”.

La sua discussione avverrà in Consiglio comunale, che non sarà però domani, dal momento che i regolamenti stabiliscono dei tempi precisi per la convocazione della seduta.

Dall’altro lato, Perenchio non è stupito.

Non ho voluto dirlo prima perchè mi sembrava giusto affrontare la questione nelle sedi opportune me era evidente che anche io, nel Consiglio del 18, avrei fatto delle scelte incontrovertibili - sostiene -. Andare avanti così non ha senso e la situazione va sicuramente chiarita”.

Il primo cittadino non si colpevolizza però di nulla. Anzi sostiene di aver dato il massimo per il suo paese.

Tutte le cose che siamo riusciti a fare in questi tre anni - si sfoga - non sono merito loro. Avevano delle deleghe importanti, avrebbero potuto realizzare progetti, trovare dei finanziamenti e invece nessuno ha fatto nulla. E che senso ha avere una delega se non si fa nulla? Se ci si prefissa l’obiettivo di amministrare bisogna farlo con etica se no si sta a casa. Io non ho parlato male di chi mi ha preceduto e nemmeno di loro ma passare per quello che non ha fatto nulla no. E’ impensabile svolgere il ruolo di minoranza all’interno della maggioranza...”.

Bisognerà quindi  aspettare la data di un nuovo Consiglio, che non sarà quello di domani. “Tocca al presidente del Consiglio convocarlo ma non lo ha ancora fatto...”.

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