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SAN MAURO. Eni invia bollette all’indirizzo sbagliato, minaccia di staccare il gas

SAN MAURO. Eni invia bollette all’indirizzo sbagliato, minaccia di staccare il gas
    Per oltre un anno e mezzo l’Eni le ha inviato le bollette del gas all’indirizzo sbagliato. Oggi, quasi 30 mesi dopo, la sanmaurese Sandra Bruson si ritrova a dover pagare quasi 1000 euro se vuole evitare che le venga interrotta la fornitura.   Non può rateizzare: Eni vuole tutti i soldi subito, altrimenti addio gas. A dire il vero, quando la donna si rivolge al nostro giornale ha già ricevuto la visita a casa di un incaricato dell’Eni recatosi sul posto per staccare il contatore. “È stato solo nel momento in cui lui si è presentato a casa mia - Sandra, in quel momento, nemmeno c’era - che mi sono resa conto del problema. Mi spiego: io ho sempre pagato le bollette che mi sono arrivate, senza preoccuparmi particolarmente di leggere se fossero della luce o del gas. Non mi sono mai resa conto di non aver mai ricevuto fatture del gas”.   L’equivoco è presto spiegato: “Otto anni fa abitavo in via Pertinace, a Torino - spiega Sandra -. Poi ho cambiato ancora diversi indirizzi, infine mi sono trasferita a San Mauro, in via Sesia, e ho cambiato residenza. Ebbene, per tutto questo tempo Eni ha inviato le bollette del gas al mio vecchio indirizzo, in via Pertinace”. Il che è confermato dalla dicitura stampata sopra la fattura: l’indirizzo dell’utenza è diversa da quella della fatturazione.   Sta di fatto che ad oggi Sandra vorrebbe pagare, ma non può farlo. “Io sono consapevole di aver commesso un errore a non aver controllato accuratamente le bollette che pagavo. Ma non è certo colpa mia se l’Eni ha inviato tutte le fatture al mio vecchio indirizzo. Tutto quello che chiedo, per evitare che mi venga staccata la fornitura, è di poter pagare l’insoluto di 926 euro a rate. Sono disoccupata, non mi posso permettere quella spesa tutta in una volta. Ma niente da fare: o tutti subito, o niente. Eni non vuol sentire ragioni”. Il colmo, in tutta questa storia, è che non si tratta del primo caso di questo tipo in famiglia. Sandra Bruson, infatti, è la figlia della signora Viancino, la quale mesi fa aveva avuto problemi con le bollette della luce, sempre gestite da Eni, e si era rivolta a La Nuova Voce per denunciare la situazione. Una situazione prontamente risolta.   Questa volta, invece, Sandra rischia di rimanere senza gas. Nonostante lei voglia pagare: tutto quello che chiede è di poter rateizzare la somma dovuta. “D’altronde - riflette - l’errore sull’invio delle bollette non è stato commesso da me. Che mi diano almeno la possibilità di rimediare!”. Un’ulteriore lamentela, Sandra la rivolge alla gestione della pratica da parte degli incaricati Eni. “Il primo incaricato, una volta capita la situazione, mi ha detto che mi avrebbe lasciato un paio di giorni a disposizione per risolvere la situazione - spiega Sandra -. E invece il giorno dopo si è presentato un secondo incaricato, che ha parlato direttamente con il mio padrone di casa dicendogli che avrebbe dovuto staccare il gas perché non avevo pagato le bollette. Mi chiedo: ma in quanti sono a gestire questa pratica?!”.      
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