"La Ferrero non è in vendita nel modo più tassativo e assoluto. E' una notizia priva di fondamento e inventata di sana pianta". L'azienda dolciaria di Alba, famosa per la Nutella - fatturato consolidato al 31 agosto 2012 di 7,8 miliardi di euro, 20 stabilimenti industriali nel mondo con oltre 25.000 dipendenti - smentisce con tono deciso le indiscrezioni di stampa su un'offerta di acquisto presentata dal gruppo Nestlè, mentre la multinazionale svizzera evita ogni commento. Banca Imi, la banca d'investimento del gruppo Intesa Sanpaolo che si sarebbe occupata della questione, spiega di non essere a conoscenza di alcuna operazione del genere e nega "contatti formali o informali con alcune delle parti".
A smentire la notizia - è la prima volta che ci sono rumors su un passaggio di mano dello storico gruppo italiano - interviene anche Giovanni Ferrero, amministratore delegato del gruppo piemontese, che guida la società con il padre Michele: "non abbiamo ricevuto proposte di acquisto da parte di un altro Gruppo del settore. E comunque l'azienda non è in vendita a chicchessia", chiarisce. Diverso l'atteggiamento del ceo di Nestlè, Paul Bulck che, nella conference call sui conti dei nove mesi, non risponde alla domanda se l'offerta ci sia o meno. Il gigante elvetico gode di buona salute e registra nel periodo chiuso a settembre una crescita del fatturato del 4% a 57 miliardi di euro circa. Per il 2013 la previsione è di un incremento delle vendite del 5% e di un miglioramento dei margini e dell'utile per azione.
Contro l'ipotesi che un nuovo marchio storico dell'agroalimentare e del Made in Italy, dopo Perugina, Buitoni, Antica Gelateria del Corso e San Pellegrino, passi in mano straniera alzano gli scudi le associazioni degli agricoltori.
Coldiretti ricorda che il valore dei gruppi italiani dei settore passati in mani straniere dall'inizio della crisi supera i 10 miliardi di euro. La smentita della Ferrero fa tirare un sospiro di sollievo alla Cia, Confederazione italiana agricoltori: "è una notizia che tranquillizza e nello stesso tempo evita che un'altra importante e storica azienda dell'agroalimentare italiano finisca in mani straniere''. Per il presidente nazionale di Confeuro, Rocco Tiso, ''l'interesse della multinazionale elvetica Nestlè per la Ferrero dimostra l'esigenza di un maggiore sostegno al settore agroalimentare da parte dell'esecutivo".
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