Un controllo delle forze dell’ordine in un parco pubblico accende il dibattito a Torino. Da una parte le associazioni del Terzo settore, che parlano di intervento “inadeguato” e di un clima di paura tra famiglie e operatori sociali. Dall’altra i Carabinieri, che ribadiscono la regolarità dell’operazione e il rispetto delle procedure. Al centro della vicenda c’è quanto accaduto il 3 aprile al Giardino Madre Teresa di Calcutta, nell’area tra corso Giulio Cesare e corso Vercelli, una delle cosiddette “zone rosse” della città.
Secondo quanto denunciato dalle realtà coinvolte nel progetto sociale “L’Intreccio”, finanziato con fondi europei, nel pomeriggio di quel giorno sarebbero intervenuti militari dell’Arma insieme a personale del Primo reggimento paracadutisti Tuscania, alcuni dei quali a volto coperto. Durante il controllo, sempre stando al racconto delle associazioni, gli accessi al parco sarebbero stati temporaneamente chiusi e alle persone presenti sarebbero stati richiesti i documenti, con identificazioni e perquisizioni durate anche oltre un’ora.
Sei le persone sottoposte a controlli più approfonditi, tra frequentatori dell’area e operatori del progetto. Un intervento che, secondo chi lavora quotidianamente nel parco, avrebbe avuto un impatto immediato sulla percezione di sicurezza. Le associazioni parlano infatti di modalità non adeguate a un contesto frequentato anche da bambini, famiglie e attività educative, sottolineando come l’episodio abbia già prodotto conseguenze concrete.
Tra queste, il calo della partecipazione alle iniziative sociali. Alcune attività, come i corsi di lingua, sarebbero state spostate in spazi chiusi, mentre diverse persone avrebbero scelto di non frequentare più il giardino. In particolare, vengono segnalati timori da parte di mamme con bambini, che avrebbero preferito altri luoghi per il gioco, dopo quanto accaduto.
Di fronte alle critiche, il Comando provinciale dei Carabinieri ha fornito una versione diversa dei fatti, parlando di un “regolare controllo svolto secondo le procedure e con atteggiamento professionale”. Un chiarimento che ribadisce la legittimità dell’intervento, inserito nel quadro delle attività di presidio e sicurezza in aree considerate sensibili.
Resta però aperto il nodo più delicato: quello del rapporto tra sicurezza e inclusione sociale. Il Giardino Madre Teresa di Calcutta non è solo uno spazio urbano, ma anche un luogo in cui si sviluppano progetti di integrazione, attività educative e percorsi di comunità. Intervenire in questi contesti richiede un equilibrio complesso, capace di tenere insieme il controllo del territorio e la tutela delle dinamiche sociali.
Per questo le associazioni hanno chiesto un incontro con il Comune, annunciando anche un momento pubblico di confronto sulle modalità degli interventi nelle aree più fragili della città. L’obiettivo è aprire una riflessione condivisa su come garantire sicurezza senza compromettere il lavoro sociale e la fiducia dei cittadini.
La vicenda riporta così al centro una questione più ampia: come gestire gli spazi pubblici nelle zone considerate critiche, evitando che le operazioni di controllo vengano percepite come elementi di rottura anziché di tutela. Un tema destinato a restare al centro del dibattito cittadino.
