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Torino, trasferta vietata a Cremona: stop ai tifosi dopo gli scontri con il Verona

Decisione del Viminale per la sfida allo Zini: annullati i biglietti dei residenti in provincia di Torino

Torino, trasferta vietata

Torino, trasferta vietata a Cremona: stop ai tifosi dopo gli scontri con il Verona

Il calcio si ferma, o meglio si restringe, davanti alle esigenze dell’ordine pubblico. La trasferta del Torino a Cremona, in programma domenica alle 12.30 allo stadio Zini, si giocherà senza i tifosi granata provenienti dalla provincia torinese. Una decisione drastica, adottata dal Casms (Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive), che arriva a pochi giorni dagli scontri avvenuti nei pressi dello stadio Olimpico Grande Torino dopo la sfida contro il Verona.

Il provvedimento è chiaro e non lascia margini: vietata la vendita dei biglietti ai residenti nella provincia di Torino e accesso negato anche a chi fosse già in possesso di un tagliando. Il club granata lo ha comunicato ufficialmente, spiegando che i titoli acquistati saranno annullati e rimborsati secondo le modalità previste.

Una misura che colpisce direttamente il cuore del tifo organizzato, ma che si inserisce in una strategia ormai consolidata per contenere i rischi legati alle trasferte considerate sensibili. Gli episodi di violenza registrati sabato scorso hanno infatti riacceso l’attenzione delle autorità. Nei dintorni dell’Olimpico Grande Torino, gruppi di tifosi granata e veronesi sono entrati in contatto, dando vita a momenti di tensione che hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.

È proprio alla luce di quei fatti che è maturata la decisione di limitare la presenza dei sostenitori ospiti. Una scelta preventiva, che punta a evitare il ripetersi di situazioni analoghe in un contesto, quello delle trasferte, storicamente più difficile da gestire sotto il profilo della sicurezza.

Dal punto di vista sportivo, la partita tra Cremonese e Torino resta comunque un appuntamento importante. I granata sono chiamati a dare continuità ai risultati e a consolidare la propria posizione in classifica, mentre la Cremonese cerca punti preziosi davanti al proprio pubblico. Ma lo spettacolo sugli spalti sarà inevitabilmente diverso, privo di quella componente di passione e colore che accompagna le trasferte.

Non è la prima volta che il calcio italiano si confronta con provvedimenti di questo tipo. Negli ultimi anni, le limitazioni territoriali sono diventate uno strumento frequente per gestire le partite a rischio, anche se non mancano le polemiche. Da un lato, la necessità di garantire la sicurezza pubblica; dall’altro, il diritto dei tifosi a seguire la propria squadra.

Il Torino, attraverso il proprio comunicato, si è limitato a prendere atto della decisione, informando i sostenitori sulle modalità di rimborso. Ma il malumore tra i tifosi è inevitabile. Per molti, la trasferta rappresenta un momento identitario, un rito che va oltre il risultato sportivo.

La sfida di Cremona diventa così anche il simbolo di un equilibrio sempre più difficile tra passione e controllo, tra la dimensione popolare del calcio e le esigenze di sicurezza. In campo si giocheranno punti pesanti. Fuori, resta aperta una questione più ampia, che riguarda il rapporto tra tifoserie, istituzioni e gestione degli eventi sportivi. E che, ancora una volta, dimostra come il calcio non sia mai solo una partita.

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