Cerca

Cronaca

Elkann verso il processo: bufera sulla residenza di Marella Agnelli

Niente messa alla prova, chiesto il rinvio a giudizio: nodo fisco ed eredità, udienza chiave il 22 giugno

John Elkann

John Elkann

C’è una richiesta di rinvio a giudizio per John Elkann nell’ambito dell’inchiesta sulla residenza italiana della nonna, Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli. Una vicenda giudiziaria complessa che si arricchisce di nuovi sviluppi e che punta ora a una data chiave: il 22 giugno, quando i tre fascicoli ancora pendenti saranno riunificati in un unico procedimento.

Al centro dell’indagine restano gli accertamenti della procura e della Guardia di Finanza, avviati dopo un esposto di Margherita Agnelli, madre di Elkann. L’ipotesi degli inquirenti è che, per aggirare il fisco e forse evitare complicazioni sull’eredità dell’Avvocato, si sia cercato di far risultare che Marella Caracciolo, scomparsa nel 2019 a 92 anni, risiedesse in Svizzera e non a Torino.

MARGHERITA AGNELLI, FIGLIA DI GIANNI AGNELLI

Le novità sono emerse dal Palazzo di giustizia di Torino, dove si è aperta l’udienza preliminare a carico dello stesso Elkann e di Gianluca Ferrero, storico commercialista della famiglia, accusati di infedeltà nelle dichiarazioni dei redditi. In questo filone, i pm avevano inizialmente chiesto l’archiviazione, ma un gip si è opposto disponendo l’imputazione coatta.

Il rinvio a giudizio riguarda invece il segmento dell’inchiesta legato all’ipotesi di truffa e violazioni fiscali. Un passaggio reso inevitabile dopo che un altro giudice ha respinto la richiesta di accesso alla messa alla prova avanzata da Elkann – con il parere favorevole della procura – e quella di patteggiamento avanzata da Ferrero.

La difesa del presidente di Stellantis ha minimizzato la portata della richiesta, definendola un passaggio tecnico: “la richiesta di rinvio a giudizio è solo un passaggio procedurale assolutamente atteso per permettere la ricomposizione del procedimento”. I legali hanno inoltre ribadito: “Ribadiamo che il nostro interesse è difendere nel merito una persona del tutto estranea ai fatti contestati”.

Il prossimo appuntamento, fissato per il 22 giugno, servirà ad accorpare i diversi filoni d’indagine, compreso quello che coinvolge il notaio Remo Morone, in relazione a presunte irregolarità nell’iscrizione alla Camera di commercio di Torino degli assetti di Dicembre, la holding che controlla le società della famiglia.

Resta ora da chiarire la strategia della procura: i magistrati, se confermeranno l’impostazione iniziale, potrebbero chiedere il proscioglimento per alcune delle accuse. Nel frattempo, il caso continua a intrecciare questioni fiscali, familiari e patrimoniali, mantenendo alta l’attenzione su uno dei nomi più influenti dell’imprenditoria italiana.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori