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Cronaca
23 Marzo 2026 - 09:41
Catturato a Catania l’anarchico Giuseppe Sciacca: deve scontare oltre 4 anni di carcere
È stato rintracciato e arrestato nel cuore di Catania, dopo mesi di spostamenti e cambi di domicilio, l’anarchico Giuseppe Sciacca, classe 1979, figura ritenuta di rilievo nell’area insurrezionalista. L’uomo deve scontare una pena definitiva di 4 anni e 5 mesi di reclusione, oltre a una multa di 17mila euro, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso lo scorso 13 marzo dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Torino. Il provvedimento è l’esito di una condanna pronunciata dalla Corte di Assise di Appello torinese, maturata nell’ambito di indagini che negli anni hanno ricostruito una serie di attività legate all’area anarchica radicale.
A individuare e fermare Sciacca sono stati gli agenti della Digos di Catania, che hanno condotto un’articolata attività investigativa dopo l’emissione dell’ordine di carcerazione. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo aveva fatto perdere le proprie tracce, spostandosi tra diverse città italiane e anche all’estero, cambiando frequentemente domicilio per evitare di essere rintracciato. Negli ultimi tempi risultava stabilitosi a Roma, ma gli accertamenti della polizia avevano fatto emergere la possibilità di un suo rientro in Sicilia, elemento che ha portato a predisporre mirati servizi di osservazione.
Il blitz è scattato nella serata del 21 marzo, quando Sciacca è stato intercettato nel centro storico di Catania, nei pressi dell’abitazione dei familiari. Bloccato dagli agenti, è stato quindi condotto nella casa circondariale etnea, dove dovrà scontare la pena definitiva.
La figura di Giuseppe Sciacca è da tempo all’attenzione delle forze dell’ordine. Considerato un esponente di spicco dell’anarchismo insurrezionalista, è gravato da numerosi precedenti di polizia e da un percorso giudiziario che si sviluppa nell’arco di oltre vent’anni.
Tra gli episodi più significativi risale al 2004, quando fu sottoposto a fermo per un’azione classificata come atto di terrorismo con ordigni esplosivi. In quell’occasione vennero lanciate due bottiglie incendiarie contro la stazione dei carabinieri di piazza Dante, a Catania, accompagnate da scritte di rivendicazione

Negli anni successivi il suo nome compare in diversi contesti legati a manifestazioni e azioni violente. Nel 2008 fu segnalato a Trento durante una protesta contro la realizzazione della cittadella militare di Mattarello, mentre nello stesso anno venne arrestato per il lancio di ordigni contro la sede della polizia municipale di Parma. Un passaggio centrale nella sua vicenda giudiziaria è rappresentato dall’operazione “Scintilla”, condotta nel 2019 dalla Digos di Torino.
L’indagine, coordinata dalla Procura torinese, portò all’esecuzione di 14 misure cautelari nei confronti di appartenenti all’area anarchica e allo sgombero del centro sociale “Asilo”. Un’operazione che ebbe un forte impatto anche sul piano dell’ordine pubblico, con manifestazioni di protesta sfociate in episodi di tensione e violenza.
Dopo quell’arresto, la traiettoria di Sciacca si è sviluppata anche oltre i confini nazionali. Tra il 2021 e il 2023 ha soggiornato in Spagna, dove è stato segnalato per attività legate a contesti di occupazione abusiva e ambienti antagonisti.
In particolare, a Barcellona, il suo nome è emerso nell’ambito di indagini che avevano portato al ritrovamento di materiale esplosivo e incendiario in edifici occupati, circostanza che ha portato all’emissione di un mandato di arresto nei suoi confronti. Non è mancato nemmeno un passaggio recente nelle cronache giudiziarie italiane. Nel settembre 2023 è stato arrestato a Catania per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, venendo inizialmente sottoposto ai domiciliari.
A seguito di ripetute violazioni delle prescrizioni, era stato poi trasferito in carcere, per essere successivamente scarcerato nel maggio 2024 per fine pena. L’arresto eseguito nei giorni scorsi si inserisce nel quadro delle attività di prevenzione e contrasto portate avanti dalle Digos su scala nazionale, sotto il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.
Un lavoro costante, mirato a monitorare e intervenire nei confronti di soggetti ritenuti pericolosi per l’ordine pubblico e la sicurezza, soprattutto quando legati a contesti radicali e a dinamiche di violenza politica.
Il caso di Sciacca rappresenta, in questo senso, un esempio emblematico di come le indagini si sviluppino nel tempo, attraversando territori diversi e richiedendo un coordinamento tra più uffici investigativi. Dalla Sicilia al Piemonte, passando per l’estero, la sua vicenda giudiziaria racconta un percorso complesso, segnato da condanne, arresti e continui spostamenti.
Con il fermo avvenuto a Catania, si chiude almeno per ora una fase della sua latitanza, riportando al centro dell’attenzione una figura già nota alle cronache e agli apparati di sicurezza.
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