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Cronaca

"Siamo stati truffati": colpita la Sartoria Lo Spillo 1982

Il consigliere comunale Antonio Augelli denuncia: “Acconto versato per una ricamatrice, poi il silenzio. Colpita una realtà già segnata da anni difficili”

"Siamo stati truffati": colpita la Sartoria Lo Spillo 1982

Il consigliere comunale Antonio Augelli

Siamo stati truffati”. È uno sfogo amaro, ma anche un grido d’allarme, quello affidato ai social dal consigliere comunale di Settimo Torinese, Antonio Augelli. Ha deciso di rendere pubblica una vicenda che tocca da vicino la sua famiglia e, più in generale, il mondo dei piccoli lavoratori.

La storia parte da lontano. Protagonista è la sorella titolare della Sartoria Lo Spillo 1982, costretta anni fa a chiudere la propria attività per affrontare una sfida ben più grande: assistere la figlia, sottoposta a interventi invasivi e a un percorso sanitario complesso. Una scelta obbligata, fatta “mettendo i sogni in un cassetto”, come racconta Augelli.

Dopo anni di sacrifici e lontananza dal lavoro, la decisione di ripartire. Un ritorno graduale, fatto di impegno e determinazione, in un periodo storico in cui — sottolinea il consigliere — “parlare di coraggio è fondamentale”.

Ma proprio nel momento della ripartenza è arrivata la doccia fredda. Nel tentativo di rilanciare l’attività con l’acquisto di una ricamatrice, la donna sarebbe rimasta vittima di una truffa online: un acconto versato a un presunto venditore, poi scomparso nel nulla.

Un episodio che lascia segni profondi. Non solo per il danno economico, ma soprattutto per quello umano. “È un colpo basso a chi ha già dovuto lottare contro il destino”, scrive Augelli, evidenziando come a ferire sia anche il senso di impotenza.

A complicare ulteriormente la situazione, gli ostacoli legali: spesso, spiega, chi subisce una truffa è costretto ad avviare una causa nel luogo di residenza del truffatore, un meccanismo che finisce per scoraggiare molte vittime dal denunciare.

Il post non è una richiesta di solidarietà né una forma di pubblicità, ma un atto di denuncia civile. L’obiettivo è chiaro: mettere in guardia altri lavoratori e imprenditori. “Raccontare queste storie — sottolinea — significa creare uno scudo per gli altri”.

Un messaggio che si allarga anche al mondo dei social, sempre più terreno fertile per raggiri: “Non esiste una guida per capire chi abbiamo davanti”, osserva il consigliere, invitando alla massima prudenza e a verifiche approfondite prima di fidarsi.

Nonostante tutto, resta la volontà di andare avanti. E proprio alla sorella Augelli rivolge un pensiero che è insieme personale e universale: dopo aver già affrontato sfide ben più grandi, anche questa non fermerà il suo percorso di rinascita.

La vicenda accende i riflettori su un fenomeno in crescita e che, in questo caso ha colpito chi cercava semplicemente di rimettersi in piedi.

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