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Cronaca

Chivasso, la “zona rossa” alla stazione si spegne: scadenza senza proroga

Stop alla “zona rossa” attorno alla stazione di Chivasso: scaduta l’ordinanza, nessuna proroga dal Prefetto

Sicurezza, arriva il Prefetto a Chivasso: si va verso la chiusura notturna della stazione

Sicurezza, arriva il Prefetto a Chivasso: si va verso la chiusura notturna della stazione

Si sono svegliati con una novità pendolari e residenti: attorno alla Stazione ferroviaria di piazza Garibaldi la “zona rossa” non esiste più. L’ordinanza straordinaria che per mesi aveva imposto divieti e allontanamenti mirati è arrivata al capolinea e, al momento, nessuno l’ha prorogata. Un cambio di scenario che rimette la quotidianità al centro, ma lascia anche aperte alcune domande operative.

Non è più applicabile il divieto di stazionamento né l’ordine di allontanamento per 48 ore nei confronti di soggetti già segnalati all’Autorità giudiziaria per specifici reati e che tengano comportamenti aggressivi, minacciosi o molesti. In assenza di ulteriori atti, decadono quindi le misure eccezionali previste nel perimetro individuato.

Il provvedimento era stato adottato il 12 settembre scorso e fissava il termine al 20 marzo 2026. A firmarlo, il Prefetto di Torino, Donato Cafagna. Allo scadere del termine, non risultano proroghe: un vuoto che, salvo novità nelle prossime ore, sancisce lo stop della “zona rossa”.



Il dispositivo riguardava una specifica porzione del centro cittadino di Chivasso, in corrispondenza della Stazione ferroviaria di piazza Garibaldi: un punto sensibile per flussi, transiti e vita quotidiana della città.

Divieto di stazionamento nell’area individuata - Ordini di allontanamento fino a 48 ore per soggetti già segnalati e autori di condotte aggressive, minacciose o moleste

Dagli uffici di Palazzo Santa Chiara, al momento, non trapelano indicazioni su eventuali aggiornamenti o nuovi strumenti. La cessazione della “zona rossa” riporta la gestione della sicurezza alla cornice ordinaria, in attesa di capire se verranno adottati correttivi o se la situazione resterà così. L’equilibrio da trovare, come sempre, è tra vivibilità degli spazi pubblici e tutela dei diritti: una partita che, per ora, si gioca senza misure straordinarie.

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