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Cronaca
17 Marzo 2026 - 11:38
Orrore online, smantellata rete pedopornografica: tre arresti in Piemonte
Un’indagine lunga, silenziosa, condotta dentro gli spazi più oscuri della rete. E poi il blitz, le perquisizioni, gli arresti. La Polizia di Stato ha smantellato un circuito di condivisione di materiale pedopornografico, portando all’arresto di tre persone e alla denuncia di altre cinque in Piemonte.
L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino e condotta dal Centro operativo per la sicurezza cibernetica (Cosc) della Polizia Postale, è nata da un’attività investigativa sotto copertura all’interno di ambienti online dedicati allo scambio illecito di immagini e video di sfruttamento sessuale minorile. Un lavoro complesso, fatto di monitoraggi continui e infiltrazioni digitali, con l’obiettivo di individuare gli utenti coinvolti e ricostruire la rete di contatti.
Gli arrestati – due residenti a Torino e uno in provincia di Asti, di età compresa tra i 42 e i 61 anni – sono stati trovati in possesso di una quantità significativa di materiale pedopornografico. Secondo quanto emerso, tra i file sequestrati vi sarebbero anche contenuti particolarmente violenti, classificati come “gore”, con immagini che coinvolgono anche bambini molto piccoli.
Durante le perquisizioni, effettuate con il supporto delle sezioni operative di Aosta, Asti, Cuneo e Novara, gli investigatori hanno sequestrato numerosi dispositivi informatici: computer, hard disk e altri supporti digitali ora al vaglio degli specialisti per ulteriori accertamenti. L’analisi del materiale potrebbe consentire di ampliare il quadro investigativo e individuare eventuali altri soggetti coinvolti.

L’indagine, denominata “Viridis”, prende il nome dal colore verde associato simbolicamente ai Dioscuri, le statue che dominano piazza Castello a Torino e che, secondo la tradizione, rappresenterebbero una forma di protezione contro le forze del male. Un riferimento evocativo per un’operazione che ha l’obiettivo di contrastare uno dei fenomeni più gravi e odiosi che si sviluppano nel mondo digitale.
Il lavoro della Polizia Postale si inserisce in un’attività costante di monitoraggio della rete, sempre più necessaria in un contesto in cui i reati legati allo sfruttamento dei minori trovano nuovi canali di diffusione attraverso piattaforme e sistemi di comunicazione difficili da intercettare.
L’operazione evidenzia ancora una volta come il fenomeno della pedopornografia online non sia confinato a circuiti marginali, ma coinvolga anche contesti apparentemente insospettabili. L’uso di strumenti digitali consente infatti una diffusione rapida e capillare dei contenuti, rendendo ancora più complesso il lavoro degli investigatori.
Gli arrestati dovranno rispondere del reato di detenzione di materiale pedopornografico, mentre per gli altri cinque indagati proseguono gli accertamenti. Come previsto dalla legge, tutti i soggetti coinvolti devono essere considerati innocenti fino a sentenza definitiva.
L’operazione rappresenta un ulteriore passo nella lotta contro lo sfruttamento dei minori, un ambito in cui la prevenzione e il controllo del territorio digitale assumono un ruolo sempre più centrale.
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