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Cronaca

Chivasso in lutto per Cristian Cena, strappato alla vita a soli 41 anni

Chivasso si ferma per l'ultimo saluto a Cristian Cena, dipendente A2A: commozione, solidarietà e ricordi dopo la lunga battaglia contro la malattia.

Chivasso in lutto

Chivasso in lutto per Cristian Cena, strappato alla vita a soli 41 anni

Una città intera si è fermata martedì pomeriggio per dare l’ultimo saluto a Cristian Cena, 41 anni, dipendente stimato della centrale A2A di Chivasso. Tra le navate del Duomo, il silenzio era rotto solo dai singhiozzi e dai sussurri dei presenti: «Era davvero un bravo ragazzo», ripetevano in molti, come per cercare di spiegare l’inspiegabile.

Già prima dell’inizio della funzione, il sagrato del Duomo era gremito di amici, colleghi e concittadini. La bara, in legno chiaro con l’effige di Padre Pio, era circondata da una distesa di fiori bianchi, simbolo di innocenza e purezza d’animo. Cristian non era solo un lavoratore serio e dedito, ma una persona capace di lasciare un segno positivo nella vita di chi gli stava accanto, con la sua disponibilità e discrezione.

Il male che lo ha portato via non era una sorpresa per chi lo conosceva. Dopo una lunga battaglia durata oltre un anno, condotta con grande dignità, Cristian non ce l’ha fatta. Ricoverato presso l’ospedale Maggiore di Parma, dove era seguito dai medici con terapie intensive, il suo cuore ha smesso di battere sabato scorso. La notizia è circolata lentamente, con il rispetto che si deve al dolore più grande, diventando pubblica solo lunedì attraverso la comunità e i social network.

Il momento più intenso della cerimonia è stato quello in cui i familiari si sono radunati attorno al feretro. La moglie Alice e il loro bambino hanno ricevuto l’abbraccio collettivo di parenti e amici, un gesto che ha voluto rappresentare la vicinanza e la solidarietà in un momento di dolore così profondo. Accanto a loro, i genitori Lia ed Elio, figure note nella frazione Montegiove per l’impegno politico e associativo, e la sorella Tamara con il marito Stefano. La nonna Rita, i suoceri Ornella e Massimo, e il cognato Gianluca con Sonia hanno partecipato con la stessa intensità emotiva, ciascuno portando con sé un ricordo di Cristian.

Il corteo funebre si è poi mosso verso il cimitero di via Favorita. Lungo il percorso, tra la folla silenziosa, si percepiva il dolore per un destino ingiusto, ma anche il senso di gratitudine per aver conosciuto una persona speciale, capace di lasciare un’impronta indelebile nel cuore della città.

Cristian Cena riposa ora nella tomba di famiglia, ma il suo ricordo rimane vivo nelle storie, nei gesti quotidiani e nell’affetto di chi lo ha amato. La comunità di Chivasso, che si è stretta attorno ai suoi cari, lo ricorderà come un uomo che ha saputo seminare bene in ogni ambito della sua vita, lasciando una traccia di bontà e umanità difficile da dimenticare.

Un lutto che scuote la città, ma anche un’occasione per riflettere sul valore della vita, dei legami familiari e della comunità, capaci di sostenere e accompagnare chi resta, nel silenzio e nella memoria di chi se ne va troppo presto.

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