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Cronaca
13 Marzo 2026 - 17:12
Usa il pass disabili del padre morto e cambia la scadenza a penna: scoperto a Rivoli (foto archivio)
Aveva parcheggiato l’auto in uno stallo riservato ai disabili, esponendo sul cruscotto un contrassegno intestato al padre, morto da mesi. Per farlo sembrare ancora valido aveva persino ritoccato a penna la data di scadenza, trasformando il 2025 in 2026. La furbata però è durata poco: durante un controllo della polizia locale di Rivoli l’irregolarità è stata scoperta e per l’automobilista sono scattate sanzione e ritiro del pass.
Gli agenti stavano effettuando uno dei consueti controlli sui contrassegni per persone con disabilità quando hanno notato qualcosa di sospetto sul permesso esposto su un veicolo parcheggiato in uno spazio riservato. Verificando i dati, è emerso che il pass era intestato al padre del conducente, deceduto da tempo, e che la data di scadenza era stata modificata manualmente.
Accertata la manomissione, gli agenti hanno proceduto con la contestazione dell’uso improprio del contrassegno e con il ritiro immediato del permesso, ormai non più valido.
Non si tratta solo di una violazione amministrativa. Gli stalli riservati ai disabili e i relativi contrassegni servono a garantire accessibilità e autonomia a chi ha reali difficoltà di mobilità. L’uso improprio di questi permessi sottrae spazi preziosi a chi ne ha diritto e rappresenta una forma di abuso che le polizie locali cercano di contrastare con controlli sempre più frequenti.
Il contrassegno disabili, infatti, è personale e non cedibile: può essere utilizzato solo se il titolare è presente a bordo del veicolo e ha una scadenza precisa, rinnovabile solo attraverso le procedure previste.
Proprio per questo i controlli a campione, come quello effettuato a Rivoli, permettono spesso di scoprire permessi scaduti, alterati o intestati a persone decedute. In questo caso è bastato un dettaglio evidente – la scadenza riscritta a biro – per far emergere l’irregolarità.
Episodi di questo tipo ricordano quanto sia importante rispettare le regole pensate per tutelare le persone più fragili. Ogni abuso non è soltanto una scorciatoia illegale, ma un ostacolo concreto per chi ha davvero bisogno di quei posti riservati.

Immagine di repertorio
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