Avevano quasi portato via il risparmio di una vita: gioielli, lingotti d’oro, monete preziose. Un bottino costruito sfruttando la paura e la fiducia nelle istituzioni. Ma questa volta il copione si è rotto. Alcuni anziani hanno intuito la truffa, hanno chiuso la telefonata e chiamato il 112. Da lì è partita una caccia che si è conclusa con un inseguimento nella Valle Elvo, l’arresto di un uomo e la restituzione della refurtiva alla proprietaria.
Il raggiro seguiva uno schema ormai noto anche in altre zone del Piemonte. Tutto iniziava con una telefonata: dall’altra parte della linea, finti carabinieri informavano la vittima che la targa della sua auto – o di quella di un parente – sarebbe stata clonata e utilizzata per commettere furti. Per dimostrare la propria estraneità ai fatti, spiegavano, sarebbe stata necessaria una presunta “perizia giudiziaria” sui preziosi custoditi in casa. A rendere la storia ancora più credibile entrava in scena un secondo artificio: una videochiamata con un presunto pubblico ministero, che rassicurava la vittima e la convinceva a collaborare.
Nel caso avvenuto nel Biellese, la vittima era una donna di quasi novant’anni. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il truffatore l’avrebbe convinta a consegnare i preziosi per alcune verifiche, mentre lei veniva trattenuta in un’altra stanza a parlare con il finto pm in videoconferenza. In realtà si trattava di un complice. Il tempo di distrarla e l’uomo ha provato a fuggire con il bottino.
A far saltare il piano sono state però alcune telefonate sospette ricevute da altri anziani della zona. Intuito il tentativo di truffa agli anziani, hanno interrotto la conversazione e chiamato il 112. I carabinieri hanno così avviato controlli mirati nelle aree segnalate. Dopo circa mezz’ora di appostamenti, una pattuglia della stazione di Occhieppo Superiore ha intercettato una Jeep Renegade che si allontanava a forte velocità da un condominio della Valle Elvo proprio mentre i militari stavano arrivando sul posto.
Ne è nato un breve inseguimento, concluso con il blocco dell’auto e l’identificazione del conducente, un 37enne originario della Campania con precedenti per truffe agli anziani. Nel bagagliaio del veicolo i militari hanno trovato oltre duemila euro in contanti e una busta con la refurtiva appena sottratta.
Il contenuto raccontava la storia di una vita: quasi due chili di preziosi tra orologi di marca, una collezione di monete d’oro, alcuni lingotti e decine di anelli, collane, bracciali e spille con pietre preziose. Grazie all’intervento tempestivo dei carabinieri, l’intero bottino è stato recuperato e restituito alla proprietaria.
L’uomo è stato arrestato per truffa aggravata. L’episodio conferma come questi raggiri si basino su meccanismi psicologici precisi: l’autorità evocata dalle forze dell’ordine o dalla magistratura e la paura di essere coinvolti in un procedimento penale. Le forze dell’ordine ricordano che carabinieri, polizia e magistrati non chiedono mai di consegnare denaro o gioielli per controlli o perizie e invitano a interrompere subito la conversazione e chiamare il 112 in caso di richieste sospette.